La protesta di Spezia finisce su La Gazzetta dello Sport

Dopo la pignoleria irreale trovata nelle forze dell'ordine in occasione della trasferta a La Spezia di giovedì scorso, decisi di inviare una lettera alla rubrica Porto Franco nella Gazzetta dello Sport del venerdì curata da Franco Arturi. Oggi è stata pubblicata con la risposta del giornalista sempre sensibile ai problemi che incontrano i tifosi corretti all'interno degli stadi italiani.

Lo striscione proibito
Tra i tifosi del Siena da circa un anno è nato un gruppo di piccoli tifosi della Robur, tutti under 14. Si sono dipinti il loro striscione che tutti i sabati viene esposto nella curva di casa. In occasione della trasferta a Spezia i ragazzi avevano organizzato un pullman grazie al primo giorno di vacanze pasquali. Sono arrivati allo stadio spezzino tutti con la loro sciarpa, bandiera e orgogliosi della loro prima trasferta. All'ingresso la delusione e qualche lacrima perché le forze dell'ordine locali hanno vietato l'ingresso al loro piccolo striscione, nonostante fosse registrato nell'albo nazionale del ministero dell'interno. Motivazione: non era stato segnalato preventivante alla questura della città ligure. Le scrivo questa lettera perché indignato da tale comportamento. Si fa un gran parlare di riportare la gente negli stadi miseramente deserti e poi si hanno questi atteggiamenti arroganti verso dei bambini mentre si è spesso permissivi verso chi bambino non è e introduce nei nostri stadi bombe, fumogeni è striscioni volgari di ogni tipo.
Lorenzo Mulinacci

Capisco lei e i piccoli tifosi. E' del tutto kafkiano questo mondo burocratico e disumanizzante che risponde alla passione dei ragazzini agitando ministeri, albi degli striscioni, questure e comunicazioni. Salvo poi, e lei ha ragione ha riaffermarlo, tollerare nelle curve e dintorni il trionfo dell'illegalità e della sopraffazione. E' la versione calcistica della diffusa evasione fiscale, vero sport nazionale
Franco Arturi

Fonte: Fedelissimo online