La Procura indaga sul passaggio di proprietà Ponte-Durio

La Procura di Siena ha aperto un’indagine sulla querela presentata dal legale di Antonio Ponte, Christian Vannucchi, lo scorso 21 ottobre, per presunte intimidazioni e minacce subite nel corso della trattativa con Anna Durio per la cessione della Robur Siena. Lo riporta il Corriere di Siena nell’edizione odierna con un articolo di Andrea Bianchi Sugarelli.

Il riferimento è alla serata del 21 luglio 2016 presso lo studio del notaio Alfredo Mandarini, in cui erano presenti tra gli altri Ponte, Durio, i rispettivi legali (Sallustio tramite collegamento Skype), il sindaco Valentini, l’assessore Tafani, le forze dell’ordine ed un folto gruppo di tifosi. Proprio i tifosi spinsero Ponte a rientrare nell’edificio, dove a notte inoltrata firmò la procura che consentì alla Durio di operare sul mercato per cinque giorni.

Ma la Guardia di Finanza – scrive il Corriere – indaga anche su alcuni episodi avvenuti nelle settimane precedenti presso l’abitazione di Ponte, a Cerbaia, come la consegna di una testa di maiale decapitata e l’accerchiamento da parte di un gruppo di persone con conseguenti offese e pressioni a cedere la proprietà. E’ già stata ascoltata una decina di testimoni, tra cui alcune persone vicine a Ponte e attuali collaboratori della società bianconera, e non è da escludere che verranno sentiti altri testimoni presenti in quella notte in Via del Giglio. “Almeno cinque persone potrebbero finire sotto inchiesta per minacce nei confronti dell'ex presidente della società di calcio bianconera Antonio Ponte” – continua l’articolo. “La conferma viene da ambienti vicini all'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Siena anche se il condizionale è d'obbligo dal momento che gli accertamenti sono in pieno svolgimento e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo su tutta la vicenda”.

Tutto, come detto in precedenza, partì dalla nota stampa inviata Christian Vannucchi di Prato, il 22 ottobre 2016, cioè proprio allo scadere dei 90 giorni rispetto ai fatti. “L’apice delle intimidazioni – scriveva il legale di Ponte – si è raggiunto nella serata del 21 Luglio 2016, quando nello studio del Notaio Mandarini, sotto minaccia di morte di alcuni facinorosi che lo costringevano a risalire nello studio, nonché sotto minaccia del Sindaco Bruno Valentini di “togliergli la rete di protezione”, Antonio Ponte si è visto costretto a sottoscrivere procura ad operare in favore di Anna Durio, e l’indomani 22 Luglio 2016, in tale clima di intimidazione, a sottoscrivere la cessione delle proprie quote per un corrispettivo inferiore a quello per il quale lo stesso sarebbe stato disposto a cederle”. (G.I.)

Fonte: Fol