LA PARTITA CHE VOLEVO, LA PARTITA CHE VORREI di Alessandro Pagliai

LA GARA CHE NON DIMENTICO: SIENA-JUVENTUS 1-0

Ricordo abbastanza recente e di certo piacevole. 
Quattro maggio 2008, pomeriggio di sole e gara attesa. SIENA: Manninger – Ficagna, Portanova, Loria, Rossi – Vergassola, Codrea, Galloppa – Kharja (72′ Frick), Locatelli (53′ De Ceglie) – Maccarone (91′ Rossettini). In panchina: Eleftheropoulos, Riganò, Alberto, Jarolim. Allenatore: Beretta
JUVENTUS: Buffon – Zebina (46’ Salihamidzic), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro – Camoranesi, Zanetti, Sissoko (65′ Marchionni), Nedved (83’ Palladino) – Del Piero, Trezeguet. In panchina: Belardi, Grygera, Tiago, Nocerino. Allenatore: Ranieri
ARBITRO: Orsato di Schio
RETE: 7′ Kharja

Il gol che ci regala la vittoria arriva subito, al 7’, realizzato dal giocatore più rimpianto nell’attuale campionato, KHARJA. Il franco-marocchino, beffato Chiellini, supera Buffon con un pallonetto imparabile. Funziona bene il nuovo Siena che Beretta ha progettato per questa gara: due trequartisti alle spalle di bomber Maccarone. In effetti Kharja e Locatelli, insieme ai centrocampisti, creano problemi ad una Juventus che non riesce a far arrivare rifornimenti a Del Piero e Trezeguet. La Robur ha una buona opportunità anche al 37’ con Maccarone che impegna Buffon. La situazione non cambia nella ripresa, nonostante l’infortunio di Locatelli (entra l’ex De Ceglie al 53’) perché Portanova e Loria non concedono spazio agli attaccanti juventini, il nostro centrocampo randella a dovere e produce gioco. L’unico giocatore pericoloso, anche dopo la solita girandola di sostituzioni è Camoranesi. Mister Beretta cambia modulo e manda in campo anche Frick, la Vecchia Signora colleziona calci d’angolo ma il risultato rimane lo stesso.
La Juventus deve così rinunciare al secondo posto in classifica, rassegnandosi ai preliminari di Champions. Con questa vittoria noi festeggiamo la salvezza matematica. Lo storico giornalista Paolo Maccherini, ricordato prima del match con un minuto di raccoglimento, avrebbe meritato di vivere una giornata così.



LA GARA CHE SOGNO DI VINCERE: SIENA-JUVENTUS

Battere la Juventus era e rimane uno splendido desiderio. Per realizzarlo occorre grinta, concentrazione, fortuna e alcune situazioni tecnico-tattiche favorevoli. Analizziamo come trasformare il sogno in realtà sfruttando i punti deboli della squadra piemontese.

– PERIODO NEGATIVO. Nessuna vittoria della Juve nelle ultime 4 gare di campionato. E’ un ruolino di marcia da “provinciale”.
– LA DIFESA. Da qualche tempo il migliore in campo è Buffon e questo significa che la retroguardia chiude poco e male quando gli avversari attaccano.
– RETI SUBITE. In trasferta gli uomini di Ferrara hanno incassato finora 5 gol e non sono pochi per una squadra che punta allo scudetto. Il Chievo, per esempio (ma anche l’Inter), ne ha subiti solo 2.
– FELIPE MELO. Ancora non ha trovato la giusta collocazione in campo e mercoledì contro il Maccabi è uscito per un guaio alla caviglia. Punto interrogativo.
– IL LENTO RECUPERO DI SISSOKO. La lunga pausa gli ha tolto potenza e rapidità. Sembra lontano dalla migliore condizione fisica.
– IL RUOLO DI DIEGO. Spesso deve arretrare per prendere palla e iniziare la manovra, visto che manca un regista con queste caratteristiche. Facendo così, rischia di smarrirsi a centrocampo.
– L’ASSENZA DI DEL PIERO. Contro il Siena ha sempre segnato con eccessiva facilità, adesso è infortunato… Passano gli anni ma l’impressione è che Alex sia la vera anima della Juventus.
– I DUBBI DI FERRARA. Con le prime difficoltà sono aumentate le perplessità del tecnico, orientato a rivedere le sue idee, il modulo e gli uomini in campo.
Vogliamo provarci??? (Alessandro Pagliai)


Fonte: Fedelissimo on line