LA PARTITA CHE VOLEVO, LA PARTITA CHE VORREI di Alessandro Pagliai

LA GARA CHE NON DIMENTICO: SIENA-CHIEVO 2-1

21 gennaio 2007: in un pomeriggio di sole, per la prima volta riusciamo a superare il Chievo. Basterebbe questo motivo per rendere la partita indimenticabile ma in più si festeggia una vittoria che arriva dopo un lungo digiuno (il successo mancava dal 29 ottobre).
SIENA: Manninger – Bertotto, Portanova, Rinaudo, Molinaro – Antonini, Codrea, Vergassola – Locatelli (1’st Cozza) – Corvia (1’st Chiesa), Frick (43’st E.Brevi). In panchina: Benussi, Negro, Brevi, Candela, D’Aversa. Allenatore: Beretta.
CHIEVO: Sicignano – Malago’, Mandelli, D’Anna, Marchese – Sammarco, Italiano (19’st Marcolini), Brighi – Semioli (38’st Cossato), Bogdani, Pellissier (20’st Obinna). In panchina: Squizzi, Lanna, Moro, Kosowsky. Allenatore: Del Neri
ARBITRO: Gervasoni di Mantova. Ammoniti: Mandelli, Sicignano, Chiesa.
RETI: 25′ pt Brighi; 17’st Antonini; 22’st Portanova.

Il Chievo parte bene, riesce a far girare la palla e mettere in difficoltà il Siena. I veneti passano in vantaggio al 25’ grazie a BRIGHI, lesto a concludere dal limite dell’area di rigore. La Robur cerca una reazione ma si dimostra poco incisiva.
Nella ripresa cambia tutto, soprattutto per merito delle sostituzioni. Beretta manda in campo Cozza, posizionato dietro le punte e Chiesa al posto di uno spento Corvia. Il Chievo sparisce, il Siena esce alla distanza e in cinque minuti ribalta la situazione. Al 17’ Cozza serve l’assist per ANTONINI che segna con un bel diagonale. Al 22’, su calcio d’angolo di Chiesa, PORTANOVA insacca di testa ed è il gol del 2-1.
Una storia a lieto fine, dunque, anche se la polemica fra Chiesa e mister Beretta crea qualche fastidio fra i tifosi.


LA GARA CHE SOGNO DI VINCERE: SIENA-CHIEVO 1-0

23 settembre 2009. E’ inutile negarlo: la quaterna subìta a Genova ha lasciato qualche strascico di troppo e la partita con i gialloblù è davvero delicata. Nella Robur rientra Codrea, Rosi gioca a destra e Terzi passa centrale. Mister Giampaolo concede inizialmente un pò di riposo a Brandao e Fini, con Jarolim che torna titolare. Nella squadra clivense, invece, parte in panchina Pellissier.
SIENA: Curci – Rosi, Terzi, Ficagna, Del Grosso – Vergassola, Codrea, Jarolim – Ghezzal – Calaiò, Maccarone. In Panchina: Pegolo, Brandao, Rossi, Jajalo, Parravicini, Reginaldo, Paolucci.
CHIEVO: Sorrentino – Frey, Morero, Yepes, Mantovani – Luciano, Rigoni, Marcolini – Pinzi – Bogdani, Granoche. In panchina: Squizzi, Sardo, Mandelli, Bentivoglio, Ariatti, Pellissier, Abbruscato.

Partita nervosa, poco spettacolare, con due squadre che nella prima parte non vogliono correre rischi. Accettabile l’inizio del Siena ma con poca sostanza, il Chievo si limita a controllare. Il primo tempo trascorre con poche emozioni, solo una grande occasione per parte. Bogdani fallisce il gol dell’ex, trovandosi completamente solo al centro dell’area di rigore (palla alta); Calaiò è sfortunato in una conclusione in girata da circa 15 metri (la sfera sfiora il palo alla destra di Sorrentino). 0-0 e tutti al riposo, lo stadio mugugna.
Si torna in campo con Jajalo al posto di Ghezzal e Bentivoglio per Rigoni. L’inizio della ripresa non porta a grandi cambiamenti. Maggiore possesso palla dei bianconeri ma la rete non arriva. Entra anche Paolucci per rilevare Calaiò, poi è la volta di Rossi che prende il posto di Del Grosso. Nel Chievo l’ingresso di Pellissier ci mette non poca paura. Proprio il frenetico attaccante gialloblù parte due volte in velocità ma viene fermato prima da Ficagna poi da Curci al limite dell’area. Siamo al 74’ quando finalmente l’Artemio Franchi può far esplodere la propria gioia. MACCARONE riceve da Codrea, salta agevolmente Frey, vince un rimpallo con Yepes e davanti a Sorrentino scarica sul pallone tutta la grinta che ha in corpo. Un tiro da sfondare la rete. Gol! La formazione di Di Carlo non perde tempo e si organizza per il forcing finale ma i nostri beniamini non perdono la testa. E, soprattutto, portano in fondo la vittoria. Non è stata una grande partita, ma il risultato è troppo importante: 1-0, oggi basta così. (Alessandro Pagliai)


Fonte: Fedelissimo on line