La parola passa al campo: non chiediamo la luna, ma vorremmo divertirci

Quest’anno mi aspetto di capire quali sono le potenzialità di questo gruppo. Ecco, questa dichiarazione di ieri del direttore sportivo Salvini potrebbe diventare lo slogan del nuovo Siena targato Montanari. Dobbiamo tutti capire dove possiamo arrivare, il valore di questa squadra non è ancora quantificabile. Tutto il contrario, per esempio, dello scorso anno quando grandi nomi vestirono la maglia bianconera e, grazie anche ai proclami della dirigenza, credevamo che sicuramente un ruolo da protagonisti sarebbe stato nostro. Adesso il passo è diverso. Gli investimenti non sono mancati ma sono stati mirati. Niente nomi di grido, ricerca di giovani promesse, soprattutto, o giocatori di categoria, che saranno accompagnati da conferme importanti (Disanto e Lanni su tutti).

Partenza soft e profilo basso, quindi, senza proclami inutili ed esagerati. Ai tifosi è piaciuta la nuova veste del Siena? Al momento parrebbe di si, vista la campagna abbonamenti. Una sottile linea di fiducia investe la tifoseria bianconera, avvezza alle delusioni ma capace anche di capire quando si vuol fare le cose per bene e con sincerità. La domanda principale, però, è : dove può arrivare questa Robur? La fiducia si offre volentieri, ma qualcosa deve tornare indietro, perché il rischio di cadere nella noia di campionati noiosi e senza stimoli, tipo anni ’90, è sempre dietro l’angolo.

Sognare la serie B o peggio la serie A e i trionfi con Inter, Milan e Juve sarebbe da sciocchi e ci porterebbe lontano dagli spalti del Franchi, ma una scintilla di di ottimismo deve rimanere accesa nella nostra mente e nel nostro cuore di tifosi. Stiamo ripartendo verso una nuova avventura, la nuova dirigenza (l’ennesima), figlia dell’ormai consueto cambio societario, evento ormai entrato nella tradizione estiva del Siena calcio, deve sapere e capire che fare calcio a Siena oggi non è come in altre realtà della C. I ricordi di Ronaldo o Ibra sul prato del Rastrello, le imprese in bianconero di Maccarone, Calaiò, Chiesa o Flo sono ancora vicini nel tempo e seppure vorremmo dire di averli riposti nel fondo di un cassetto, un po’ ci sono rimasti attaccati addosso, come dicevamo, ed è quindi logico che l’asticella delle aspettative sia un po’ più alta.

Non chiediamo la luna, lo dicevamo anche lo scorso anno, ma solamente serenità, perché solo da una società tranquilla e seria possono scaturire grandi risultati. Pare una frase fatta, ma ci crediamo per davvero, perché degli incantatori di serpenti possiamo e dobbiamo farne a meno. Forza ragazzi, forza Robur! (Antonio Gigli)

Fonte: FOL