La parabola di SuperMario: domenica Titone ritrova la sua Siena.

“Sarebbe una bella cosa ritornare a Siena per sfidare la Robur”. Lo scorso 13 aprile, in un intervento su Are, Mario Titone espresse – forse inconsapevolmente – un desiderio che si avvererà tra 48 ore, nella gara tra Siena e Piacenza. Dopo la mancata iscrizione dell’A.C. Siena la Robur ci mise un solo anno a tornare tra i professionisti. Titone ha impiegato più tempo, è ripartito da San Benedetto del Tronto, ha vinto un altro campionato meritandosi il biennale con il club piacentino, finito appunto nel girone della sua Robur.

Senese a tutti gli effetti – Nato a Erice, in provincia di Trapani, Titone è però cresciuto a Siena da quando aveva sei anni. La famiglia mette casa a Castellina Scalo, lui tira i primi calci a Uopini con suo fratello maggiore, Pietro, che troverà più fortuna nella casa del Grande Fratello. Mario cresce nel San Miniato e poi approda nel settore giovanile della Robur, la sua squadra del cuore che seguiva facendo il raccattapalle. Non ha però l’occasione di poter giocare in prima squadra ed è costretto a cercare fortuna altrove.

Il dopo Siena – Va al Sansovino, poi Pisa, Sanbenedettese (si lascia col club in malo modo, motivo che lo spingerà a tornare in Riviera), un anno e mezzo in B col Sassuolo, il Lanciano e infine la singolare esperienza al Ceahlaul, in serie A romena, con l’ex compagno al Sassuolo Nicola Donazzan. “Vado in Romania per ripartire, ma il futuro è in Italia”.

Il ritorno in patria – E infatti, dopo pochi mesi, rieccolo nello Stivale. Deve accettare una categoria a lui sconosciuta, la serie D, dividendosi tra Bisceglie e Matera. Poi, nel 2014, la sua strada si incrocia con quella della nuova Robur di Antonio Ponte. “Per me è un sogno giocare per la prima volta con la maglia del Siena, darò quel che ho per farla tornare nel calcio che conta”. Il contributo lo dà eccome: firma 12 gol ed entra subito nel cuore dei tifosi. Per questo in estate è uno dei pochi nomi nella lista dei possibili riconfermati, ma alla fine, scelta la guida tecnica, resterà solo il capitano Portanova.

Questioni tattiche – “Fosse stato per me avrei firmato a vita” – spiegherà a mente fredda Titone. “L’accordo col presidente l’avevo trovato, poi si è rimangiato la parola perché influenzato da persone sbagliate. La verità è che non rientravo nel 3-5-2 di Atzori”. Titone sceglie di ripartire da Gubbio, poi cambia idea e si tessera nella Sambenedettese “per dimostrare che adesso sono una persona diversa rispetto alla prima esperienza”.

Come il papa – A Sanbenedetto è un tripudio. Capocannoniere con 18 reti, vince il suo terzo campionato di fila dopo Matera e Siena. A fine anno però i rapporti si incrinano. Il rinnovo tarda ad arrivare e alla fine ecco la rottura: via per motivi personali. Il presidente Fedeli sbotta: “Morto un Titone se ne fa un altro. Lo abbiamo contentato in tutto, questa vicenda dimostra perché Titone è da serie D”. Lui, invece, la terza divisione la trova lo stesso. Dopo un timido interesse del Pescara e un sondaggio di Morgia da L’Aquila, sceglie di firmare un biennale col Piacenza. Prima, però, una remota possibilità di tornare in bianconero. “Al Siena la porta non la chiudo, è una piazza difficile da rifiutare”. Al resto ci pensa il destino. La Lega inserisce Siena e Piacenza nel girone A, il calendario fissa la data: 23 ottobre 2016. Sarà un ritorno, sarà un riabbraccio. Con un pizzico di nostalgia. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol