Innanzitutto, è necessaria una premessa: ciò che segue non è minimamente influenzato dal fatto che per venticinque anni ho fatto orgogliosamente parte della Sezione AIA di Siena, la stessa del chiantigiano Matteo Bruni a cui il designatore (forse proprio per vedere di che pasta è fatto) ha affidato la delicata gara della Robur impegnata in trasferta a Sinalunga.
So per diretta personale esperienza quanto possa essere insidioso per un arbitro l’avere una sostanziale vicinanza geografica con la città da cui proviene una delle due squadre ma Matteo ha superato benissimo il possibile ostacolo psicologico dirigendo con grande serenità e personalità un incontro molto combattuto ed incerto.
Fisicamente ed atleticamente ben messo, in campo si muove con eleganza e completa la propria ottima immagine con uno spiccato senso dello spostamento e della posizione. Nell’intervenire tecnicamente è capace di farlo quando davvero serve facendo così scorrere a dovere il gioco con apprezzabile equilibrio ed un lineare metro di giudizio sostanzialmente accettato di buon grado anche dai protagonisti del match. Nel concitato finale alcuni tifosi bianconeri si sono lamentati per l’infittirsi dei calci di punizione contro il Siena ma, a ben guardare, ciò era la logica conseguenza del fatto che a quel punto gli uomini di mister Magrini erano ormai alle corde e difendevano con le unghie e con i denti il vantaggio, poi sfumato al 95° per via del giusto calcio di rigore per la Sinalunghese.
Anche dal lato disciplinare Bruni si è dimostrato valido, misurato ma estremamente efficace nell’estrarre i “gialli” dal taschino, tutti tra l’altro ben mirati, compreso quello a capitan Bianchi (che ne è rimasto condizionato per il resto della gara); a tale proposito, agli amici senesi che in tale circostanza hanno criticato Matteo, bisogna far piuttosto notare che impedire all’avversario di calciare una banale punizione a centrocampo fino a beccarsi l’ammonizione è un comportamento che non ci si aspetta da un giocatore esperto come il numero otto bianconero. Magari, nel secondo tempo, poteva starci anche un “giallo” a quel calciatore rossoblu che ha commesso un vistoso fallo di mano volontario in attacco ma non è il caso di mettersi qui a spaccare il capello in quattro…
Insomma, probabilmente qualcuno non sarà d’accordo con me, ma ho visto un arbitro deciso, sempre padrone della situazione e – mi sbilancio – dotato da madre natura anche di una certa “classe” che potrebbe portarlo lontano nel ruolo. Intanto l’augurio per il fischietto della squadra arbitrale del presidente Rugini e per il Siena FC è di festeggiare le rispettive promozioni a fine stagione.
Ottimale la prova dell’assistente che operava dal lato opposto alla tribuna centrale mentre l’altro collega ha un po’ macchiato la sua, comunque, buona prestazione quando non ha segnalato che un calciatore locale (proprio sotto i suoi occhi!) ha raccolto il pallone con le mani, nella foga di battere velocemente un calcio d’angolo, quando la sfera non era ancora del tutto uscita dal terreno di gioco all’altezza della bandierina. VOTO 7 ½
Fonte: FOL
