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La pagella dell’arbitro di Siena-Terranuova Traiana a cura di Mario Lisi

Dopo la scadente prestazione del signor Schmid nel recente turno infrasettimanale di campionato in quel di San Casciano Val di Pesa, il designatore della Serie D pare avere accolto con sorprendente rapidità il mio invito ad utilizzare con coraggio i giovani arbitri per sostituire vecchi arnesi che non hanno più nulla da dimostrare a nessuno.

Per Siena – Terranuova Traiana infatti è arrivato al “Franchi” Ferdinando Carluccio della Sezione di L’Aquila, elemento solo alla sua quarta presenza in categoria. “Troppa grazia S. Antonio” verrebbe da dire se non che si è passati bruscamente da un estremo all’altro. Infatti, nell’importante cornice del mitico “Rastrello”, il ragazzo abruzzese ha dato l’impressione di sentirsi un po’ troppo sotto osservazione ed ha affrontato la gara – già di per sé da prendere con le molle – impugnando fin dai primissimi minuti la sciabola e forzando già nel primo tempo cartellini gialli che, con più esperienza e personalità, potevano essere meglio spesi. Nessuno infatti mi toglie dalla testa che in più di un’occasione i provvedimenti disciplinari siano stati un tantino fiscali se non addirittura puntigliosi. Ad onor del vero bisogna riconoscere che Ferdinando è stato anche sfortunato capitandogli subito di dover assegnare a favore della Robur un contestato calcio di rigore (puntualmente fallito) e poi di espellere un calciatore ospite per fallo giudicato, come non del tutto correttamente si dice, “da ultimo uomo”. Una volta complicatasi così la gara, l’ancora acerbo direttore di gara si è fatto visibilmente risucchiare in un vortice di falli, scorrettezze e proteste (da parte soprattutto degli scorbutici ospiti aretini) che hanno portato ad una raffica di cartellini gialli e rossi a carico di chi era in campo ed in panchina. Il tutto però senza che i tanti provvedimenti presi siano risultati anche pienamente efficaci e funzionali a stemperare gli animi, tanto che negli ultimi minuti ci sarebbero stati gli estremi ancora per altre espulsioni.

Che l’arbitro aquilano fosse particolarmente teso lo si è capito anche dall’avere qualche volta precipitosamente ignorato la norma del “vantaggio” e perfino dalla difficoltà nel trovare la giusta posizione in campo al punto da risultare spessissimo d’intralcio all’azione e più volte incocciando il pallone.

Dunque il designatore, nell’impiegare in un match toscano così insidioso quest’arbitro promettente ma con personalità e carisma logicamente non ancora al meglio, di coraggio ne ha avuto davvero. Oserei dire perfino troppo…Voto  5 ½

Fonte: FOL