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La pagella dell’arbitro di Siena-Signa a cura di Mario Lisi

Terna arbitrale curiosamente tutta composta da insoliti nomi “stranieri” quella designata per lo scontro al vertice tra Siena e Signa, incontro diretto infatti dall’emergente Nanad Radovanovic della Sezione AIA di Maniago, presentatosi al “Berni” di Badesse forte di 9 presenze in stagione nel campionato di Eccellenza e con già due direzioni di gara in Serie D.

Premessa indispensabile per parlare con cognizione di causa della sua prestazione, però, è riconoscere che, su di un terreno ridotto a palude come quello su cui le due squadre si sono dovute affrontare, qualsiasi arbitro si sarebbe trovato in grossissima difficoltà ed il pur promettente Radovanovic non ha fatto eccezione. Del resto è stato Ricciardo, nell’intervista post-gara, a descrivere perfettamente la situazione dicendo che “sembrava tutto meno che una partita di calcio”.

Ciò detto, Radovanovic ha soprattutto impressionato per la prestanza fisico atletica che è la sua dote di maggior spicco perché oggi, sul piano tecnico, non ha potuto far altro che barcamenarsi alla meno peggio nel valutare contatti e contrasti le cui conseguenze erano inevitabilmente falsate dallo stato penoso di un terreno di gioco su cui era un’impresa anche il semplice stare in piedi. In un contesto di per sé proibitivo per ben figurare, ecco che il giovane Nanad ha commesso da parte sua un imperdonabile errore di presunzione che alla lunga gli si è ritorto contro fino al convulso finale. Confidando evidentemente troppo sulla personalità che in altre circostanze deve essergli stata riconosciuta, si è illuso di poter condurre la gara impugnando solo il fioretto e mai la spada quando, invece, qualche ammonizione ben assestata già nel primo tempo avrebbe contribuito a prevenire il crescente inasprirsi dell’agonismo. Per dovere di obiettività bisogna anche dire che non è stato nemmeno fortunato perché sul finire del primo tempo, quando il nervosismo in campo stava già superando il livello di guardia stanti le veementi proteste senesi per un contatto più che sospetto su Granado in area di rigore del Signa, proprio gli ospiti sono andati in vantaggio a seguito di un’azione avviata da una rimessa laterale apparsa loro erroneamente assegnata dall’assistente che operava sotto la tribuna centrale.

Così, dopo il turbolento intervallo, al rientro in campo la gara è stata più che altro un incontro di catch nel fango con i nervi a fior di pelle ed il direttore di gara sembrato a tratti un po’ incerto, specialmente nel punire le frequenti reciproche trattenute, e palesemente impegnato a limitare i danni in una prestazione ormai compromessa. Un probabile fallo di mano che secondo i gialloblu (e non solo loro…) avrebbe viziato il meritato pareggio in extremis della Robur non ha fatto altro che aumentare il clima polemico di un finale al veleno.

Da uno stadio che oggi ha mostrato gravi lacune anche sotto il profilo dell’ordine pubblico, personalmente dispiace aver visto Radovanovic uscire scortato dalla polizia e vilipeso ben oltre i propri demeriti; l’augurio è che, essendo potenzialmente un arbitro di buona prospettiva futura, sappia fare tesoro dell’avventurosa trasferta in terra toscana e cresca in esperienza, malizia ed umiltà.

Che dire infine dei due assistenti, Kristian Rama di Livorno e Prashan Seneviratna di Pontedera? Nel complesso prestazione discreta per quanto, per uno dei due, macchiata dal decisivo pasticcio descritto sopra. Detto fuori dai denti però, per una partita di cartello come Siena – Signa, ci si poteva aspettare un’attenzione maggiore da parte dei designatori perché, sia per l’arbitro che per gli assistenti, si poteva reperire di meglio. VOTO   5 ½

Fonte: FOL