Dopo il brodino di dado sorbito a Poggibonsi ( cena ideale quando si è influenzati) la Robur è tornata in campo contro la Sangiovannese sotto la direzione dell’arbitro Stefano Raineri della Sezione AIA di Como, anche questa volta un elemento al “quinto anno” di militanza a livello di serie D, segno di un’attenzione particolare del designatore nel voler testare i suoi arbitri più esperti anche in piazze ed ambienti calcistici di una certa rilevanza come evidentemente continuano ad essere considerati il “Rastrello” ed il Siena. Un tipo severo il signor Raineri, almeno a giudicare dalla media piuttosto alta di ammonizioni, espulsioni e rigori che risulta dai dati della sessantina di gare da lui fin qui dirette in categoria. Ed in effetti anche nella pur non difficilissima partita arbitrata nella Città del Palio si è mantenuto in perfetta media con quattro ammoniti, un espulso ed altri non meglio identificati cartellini visti sventolare al fischio finale verso la panchina bianconera e che saranno verosimilmente ufficializzati nel prossimo comunicato del Giudice Sportivo.
Prestazione, quella di Raineri, senz’altro positiva, anzi per larga parte dell’incontro molto apprezzabile per precisione e puntualità negli interventi tecnici e disciplinari ma poi andata un po’ in calando nel finale quando si sono visti alcuni calci di punizione assegnati al contrario ed un pizzico di magnanimità verso qualche fallo “scientifico” perdonato con noncuranza. L’incertezza dell’arbitro, tra l’altro, ha chiaramente influito sugli equilibri della gara nell’episodio che ha portato all’espulsione di Achy, che beninteso ci ha messo del suo: strattonato vistosamente per la maglia, mentre l’arbitro non fischia il bianconero si ostina a rimanere in piedi ed a sua volta commette fallo sul diretto avversario; stavolta l’arbitro vede, estrae il cartellino giallo ed ingenuamente il numero 4 della Robur protesta al punto da vedersi sventolare in faccia prima un altro “giallo” e poi il “rosso”. Decisione inevitabile, a quel punto, ma è un dato di fatto che, se il direttore di gara avesse prontamente punito il primo fallo anziché il secondo, i compagni di Achy non sarebbero rimasti in dieci.
Insomma, un arbitro che indubbiamente sa abbastanza il fatto suo ma che alla lunga tende inaspettatamente ad abbassare il livello di concentrazione fino a farsi un po’ sorprendere dagli eventi.
Bene i due assistenti anche se il fuorigioco che ha portato all’annullamento della rete di Cavallari in avvio di secondo tempo è da rivedere bene in televisione. Giusto per la curiosità di togliersi ogni possibile dubbio perché – si sa – quando alla fine si vince le critiche ai propri giocatori si trasformano in osanna e le pecche (vere o presunte) dell’arbitraggio passano in secondo piano. VOTO 6 ½
Fonte: FOL
