Ormai, come d’abitudine in questo scorcio di campionato, a dirigere Siena – San Donato Tavarnelle è stato designato ancora un arbitro al terzo anno di CAN D con un limitato bagaglio di presenze in categoria (19) fatto scendere, per l’occasione, da Mestre. Abbastanza incolore, però, la prova del fischietto lagunare apparso un po’incerto già in avvio di gara nel trovare la giusta posizione in campo tanto da farsi sbattere addosso il pallone nell’arco dei primi cinque minuti di gioco. Non bene poi per il suo criterio poco lineare nel rilevare e punire falli e scorrettezze con anche un erroraccio grossolano nell’applicazione della norma del vantaggio quando, nel secondo tempo, è stato di fatto lui a fermare una chiara ripartenza della Robur come un calciatore del San Donato aveva tentato inutilmente di fare. Anche in ambito disciplinare, in effetti, Kurti ha mostrato di avere qualche dimenticanza di troppo proprio nel sanzionare con il “giallo” il ricorso sistematico alle trattenute in ripartenza (anche Ciofi, per la cronaca, è stato graziato). Nulla da eccepire comunque sull’episodio “clou” dell’incontro che ha visto l’inevitabile espulsione dell’improponibile Di Vincenzo, portiere bianconero avventuratosi incautamente a centrocampo dove ha pensato bene di commettere un’inutile entrata con il piede a martello ai danni di un avversario. Detto dell’ottima prestazione dei due assistenti di Kurti sono almeno contento, come ex appartenente alla categoria, che ad un terzo del campionato non si può certo addebitare agli arbitri se Grosseto – Siena della prossima settimana potrebbe essere soltanto un’amichevole di lusso. A Bellazzini e ai ragazzi il compito di smentirmi! Voto 5 ½
Fonte: FOL
