Premiato nello scorso dicembre dalla sua Sezione come miglior fischietto pratese in forza all’Organo Tecnico Regionale, Gianluca Boeddu ha diretto Siena – Rondinella confermando di meritare sì la categoria ma anche di dover ancora lavorare per perfezionare le sue future prestazioni sotto diversi aspetti.
Dotato di figura e rendimento atletico ottimali, sa stare in campo con evidente disinvoltura e, nel complesso, con un buon discernimento dei casi in cui intervenire a livello tecnico ma deve semmai limare via l’abitudine di fischiare sempre con un pizzico di ritardo, anche quando non c’è da attendere per verificare se vi sia o meno l’opportunità di applicare la norma del vantaggio. Infatti in quell’attimo di troppo trascorso dai calciatori in attesa di un ipotetico fischio, specialmente in queste categorie c’è sempre il pericolo di possibili reazioni e poi magari di sentirsi contestare di avere fischiato “a richiesta”…
Dal punto di vista disciplinare, pur lasciando intravedere una buona personalità, Boeddu deve rifinirla al meglio evitando di sminuire la propria autorevolezza al momento in cui sarebbe indiscutibilmente il caso, regolamento alla mano, di tirar fuori il cartellino. In tal senso è stato eloquente il caso della mancata ammonizione del numero 11 della Rondinella quando, sul finire della prima frazione di gioco, superato da Masini in prossimità dell’area di rigore ospite, lo ha deliberatamente atterrato interrompendo così una pericolosa azione di attacco, senza peraltro vedersi fischiato nemmeno il fallo commesso! Errore grave che tradisce nel direttore di gara un attimo di possibile rilassamento e che in definitiva conferma il “vizietto” di più di qualche arbitro (vedi quello di Scandicci – Siena della settimana precedente) che pensa che l’arbitrare in maniera moderna, come si usava dire una volta “all’inglese”, consista nel passare disinvoltamente sopra anche a certi falli oggettivamente evidenti e, nel caso di Gianluca, soprassedere a sacrosanti e perciò inderogabili provvedimenti disciplinari.
In conclusione una prova, quella dell’arbitro della Sezione di Prato, senza grande infamia (ci mancherebbe!) ma tuttavia senza lode in una partita combattuta ma che, essendo priva di particolari spigolosità e di episodi controversi, era ideale per poter figurare ancora meglio. Un’occasione, insomma, un tantino sprecata per questo ragazzo emergente, comunque ben predisposto e sul quale evidentemente si punta molto, tanto da inserirlo un paio di stagioni fa nel progetto “Talent & Mentor” da tempo portato avanti dall’UEFA per la crescita di giovani arbitri ritenuti talentuosi.
Ottima la prestazione dei due assistenti anche se è auspicabile che il collaboratore che operava sotto la tribuna centrale si adoperi per correggere per quanto possibile il proprio stile di corsa. VOTO 6 +
Fonte: FOL
