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La pagella dell’arbitro di Siena-Poggibonsi a cura di Mario Lisi

Defraudati della trasferta di Livorno, gli sportivi appassionati della Robur hanno potuto subito rifarsi concentrando il proprio tifo in un Siena – Poggibonsi che, a prescindere dalla mediocrità dell’attuale quarta serie in cui del resto si è sempre svolto, è pur sempre un derby. Anni fa a dirigerlo fu addirittura un allora promettente Pierluigi Collina ma stavolta il prescelto è stato il ventisettenne Mattia Mirri della Sezione AIA di Savona, un “quinto anno” con 71 presenze in categoria, evidentemente molto stimato dal designatore che a metà gennaio nel nostro girone gli aveva già affidato il big match tra Grosseto e Seravezza.

In effetti la sua prestazione è stata senz’altro buona, contraddistinta da una piuttosto marcata tendenza ad arbitrare “all’inglese” e, al netto delle inevitabili contestazioni del pubblico quando il fischio non arrivava, il fatto che i calciatori abbiano accettato il metro con il quale il direttore di gara giudicava i vari contatti tra di loro depone a favore del comportamento e della personalità dell’arbitro ligure. Del resto sarebbe difficile contestare l’arbitraggio di una partita in cui la Robur ha mostrato per l’ennesima volta la propria pochezza, specie in fase realizzativa, così da far presagire ai propri delusi sostenitori un finale di campionato da vivere nella noia più totale.

Un paio di non trascurabili sbavature però il fischietto savonese le ha comunque date a vedere: attorno alla mezz’ora del primo tempo ha ignorato un evidente “vantaggio” che avrebbe dovuto concedere ai bianconeri, fischiando sì fallo a loro favore ma non ammonendo il calciatore poggibonsese. Diciamo allora che si è trattato di un fischio in libertà, cioè sfuggito al direttore di gara una volta tanto precipitoso, perché solo il dover estrarre un cartellino giallo poteva in qualche modo giustificare la mancata concessione del vantaggio. Cose che capitano ma che sarebbe meglio evitare.

La seconda cosa che non mi è piaciuta è avvenuta nella ripresa quando un bianconero ha accennato a placcare in area di rigore senese il numero 7 avversario che è crollato platealmente a terra mentre Mirri ha fatto cenno di proseguire il gioco. Orbene, in tale circostanza i casi non possono essere che due: o è calcio di rigore perché l’accenno di fallo c’è stato o è simulazione ed allora (io propendo per questa seconda ipotesi) il giocatore giallorosso andava ammonito. Vie di mezzo non ce n’erano ed in questa occasione l’arbitro non è stato “vispo” come doveva.

Detto infine che è apparsa davvero perfetta la collaborazione di Andrea Mirri con i suoi due ottimi assistenti, possiamo lo stesso affermare di aver visto all’opera un direttore di gara di buonissima prospettiva che, per il suo modo disinvolto e ragionevolmente permissivo di arbitrare, nella categoria superiore potrebbe trovarsi ancora meglio.

Glielo auguro anche perché Mattia è laureato in economia aziendale ed è socio in un’azienda agroalimentare che punta su prodotti di eccellenza sul cui sito è presentato come “arbitro di Serie C e D”. Meritandosi la promozione a fine campionato, insomma, sanerebbe anche questa piccola quanto perdonabile bugia.

VOTO   7

P.S. – Mi si conceda un’appendice che in un certo qual senso ha a che fare con l’arbitro e con gli eventuali osservatori federali presenti al “Franchi”. Personalmente, oltre ai “botti” fatti esplodere dai tifosi giallorossi nella conca del “Rastrello” (che – quelli sì – procureranno quasi certamente una multa a carico della società valdelsana), avrei messo a referto anche il contenuto dell’offensivo striscione con il quale i poco civili tifosi del Poggibonsi hanno inteso lamentarsi del costo del biglietto augurando senza perifrasi che i soldi incassati dal Siena finiscano “tutti in medicine!”. Spero che la cosa sia stata notata da chi di dovere e possa essere sanzionata come merita. Sarebbe proprio una bella dimostrazione che si vuol contrastare la beceraggine ed il cattivo gusto di certi pseudo-tifosi. Ecco, forse le trasferte andrebbero vietate a gente del genere…

Fonte: FOL