Per l’incontro di alta classifica tra Siena e Ghiviborgo è arrivato da Milano l’arbitro Samuel Dania, un quarto anno con finora 37 partite dirette in categoria. Ci si aspettava quindi di vedere all’opera un elemento di prospettiva, probabilmente osservato speciale al “Rastrello” da parte dei delegati dell’AIA come già accaduto con addirittura una doppia visionatura al collega che lo aveva preceduto in quel di Civita Castellana. Invece abbiamo assistito all’ennesimo arbitraggio piuttosto deludente.
In verità Il signor Dania ha diretto nel primo tempo con discreta precisione fischiando abbastanza scolasticamente tutto ciò che c’era da fischiare (dunque anche qualcosina in più…) fino a che in finale di tempo non se l’è incredibilmente sentita di assegnare a favore dei bianconeri un calcio di rigore per un netto fallo di mano in area ospite apparso a tutti, in campo come sugli spalti, evidentissimo. Gli “highlights” televisivi confermano: il calciatore in maglia azzurra interrompe una triangolazione tra due senesi intercettando il pallone con il braccio sinistro completamente allargato. Purtroppo capita di sbagliare, ovviamente in buonafede, ma ciò non toglie che in questa circostanza l’errore è colossale! Per di più l’arbitro completa la frittata facendo ampi gesti con le braccia a significare che ha visto bene e che per lui non è rigore, escludendo così l’assistente dal poter eventualmente intervenire.
Al di là di tutto questo poi, a pesare negativamente sulla prestazione del direttore di gara milanese, c’è soprattutto il fatto che tale contestato episodio gli ha fatto visibilmente perdere lucidità in quanto, forse perché non supportato dal carattere e dalla personalità necessari per mettersi subito alle spalle momenti critici del genere, ha inanellato negli ultimissimi minuti prima dell’intervallo alcuni palesi svarioni come possono essere stati, per esempio, la mancata ammonizione ai danni di un calciatore del Ghiviborgo per gioco falloso e l’assurdo “vantaggio” dato a Cavallari nonostante fosse spinto ripetutamente indietro da tergo fino alla conseguente perdita del possesso-palla. Anche nella ripresa il signor Dania ha impiegato diversi minuti per liberarsi dall’accusare alcune incertezze conducendo poi però in porto la gara, tutto sommato, senza ulteriori errori. Nel complesso efficaci i quattro provvedimenti di ammonizione comminati, per quanto l’andare a mostrare un inutile “giallo” a Conti del Ghiviborgo al 94° minuto (pare per una protesta appena accennata) non sia stato proprio il massimo…
Tirando le somme dunque, un arbitraggio abbastanza negativo che per fortuna, grazie alla vittoria del Siena, non lascia traccia.
A Lasciarla la traccia è stata invece la formazione di mister Magrini, non solo per i tre punti conquistati, ma soprattutto per la vis pugnandi e la straordinaria tenacia messa in mostra da chi indossava la maglia bianconera. Insomma, dove a volte non arrivano tecnica e qualità, i combattivi giovanotti della Robur hanno dimostrato che può arrivarci il cuore. VOTO 4 ½
P.S. – Piccola aggiunta circa la prestazione dei due assistenti che è da definirsi senz’altro ottimale. Al riguardo perciò ci tengo a chiarire che, nell’episodio in cui nel corso della ripresa è stato segnalato il fuorigioco che ha fermato Ricchi lanciato a rete, la segnalazione dell’assistente lato gradinata è stata giusta ed opportuna. Infatti (basta rivedere bene l’azione in TV) Ricchi parte in posizione regolare ma con accanto Carbè che è in fuorigioco. Ma quest’ultimo, invece di fermarsi, rincorre il pallone astenendosi poi all’ultimo momento dal toccarlo per lasciarlo a Ricchi. A quel punto però l’assistente alza giustamente la bandierina in quanto Carbé, rincorrendo la palla, pur non giocandola ha di fatto in qualche modo partecipato all’azione incriminata.
Fonte: FOL
