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La pagella dell’arbitro di Siena-Follonica Gavorrano a cura di Mario Lisi

A più di un anno dal brutto arbitraggio di Siena-Fezzanese (voto di allora 3), la signora Martina Molinaro di Lamezia Terme è stata di nuovo designata a Siena, stavolta per dirigere la delicata sfida tra la Robur ed il Follonica Gavorrano. Premesso che ogni partita fa storia a sé, forse nello scorso campionato avevamo visto all’opera la sua controfigura perché stavolta la prestazione del fischietto calabrese è andata nel complesso meglio, al netto ovviamente dell’episodio del “penalty” concesso ai bianconeri di cui parleremo tra poco; del resto, 112 presenze in Serie D ed il livello di arbitro internazionale del femminile non si raggiungono certo per puro caso.

Preso doverosamente atto che nel suo compito è stata aiutata dal comportamento di assoluta correttezza da parte di tutti i calciatori, va infatti riconosciuto che le decisioni tecniche della Molinaro sono apparse pressoché sempre condivisibili. Ciononostante, a proposito del calcio di rigore concesso a favore della Robur che in un primo momento era sembrato molto generoso, dopo aver potuto rivedere al rallentatore che il contatto è avvenuto appena fuori dell’area di rigore, si deve invece parlare di chiaro errore da parte dell’arbitro, sebbene con l’oggettiva attenuante che l’episodio era piuttosto difficile da decifrare in una frazione di secondo. Del resto il calcio è pur sempre un gioco in cui tutti sono soggetti a sbagliare, quindi anche gli arbitri; l’importante è tenerlo bene a mente quando un errore di un direttore di gara danneggerà la nostra squadra del cuore.

Tutto sommato non male la prova del fischietto calabrese sul piano disciplinare, grazie ad una costante opera di prevenzione verbale e con tre soli cartellini gialli tirati fuori dal taschino, per quanto quello rifilato al possente Andolfi sia sembrato essere un tantino fiscale.

D’altra parte nella prestazione di Martina non è mancata nemmeno qualche altra veniale sbavatura, anche se forse sfuggita ad occhi poco esperti: in un paio di occasioni un evidente ritardo nell’accorgersi della bandierina alzata dall’assistente per segnalare un fuorigioco; il fischio spesso troppo corto, a volte quasi impercettibile e quindi palesemente difforme. Infine, dopo il triplice fischio finale con ancora tutti i calciatori ed i dirigenti sul terreno di gioco, pur avendo lasciato un suo assistente a controllare la situazione, avrebbe fatto meglio a non imboccare così frettolosamente il sottopassaggio che porta agli spogliatoi.

Insomma un arbitraggio che, a condizione di mettere per un attimo da parte l’errore sul calcio di rigore, è risultato sufficiente per la categoria, grazie anche alla collaborazione ricevuta da parte dei due bravi assistenti parmensi, sugli scudi per i tantissimi casi di fuorigioco che si sono verificati. VOTO   6

Fonte: FOL