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La pagella dell’arbitro di Siena-Flaminia a cura di Mario Lisi

Il prescelto dal designatore per dirigere la gara tra Siena e Flamina Civita Castellana è stato il ventisettenne Gianluca Toselli della Sezione AIA di Gradisca d’Isonzo, “nipote d’arte” di quel Paolo Toselli di Cormons che ricordo arbitro internazionale e di Serie A a cavallo degli anni sessanta e settanta.

Chiarito che nessuno nasce imparato né tantomeno per tradizione familiare, diciamo subito che l’ultimo rampollo della dinastia dei Toselli (in Serie D da meno di due anni con a tutt’oggi una ventina di presenze) al “Rastrello” si è reso autore di una prestazione certamente senza infamia ma anche senza particolare lode.

Infatti, se dal punto di vista fisico-atletico è apparso molto ben messo ed elegante nello stare in campo, ha dimostrato di dover ancora crescere nel riuscire a conferire la giusta uniformità al metro di giudizio dei tanti contatti di gioco che fisiologicamente si verificano in una partita di calcio, al riguardo evitando soprattutto di indulgere frequentemente in certe evidenti fiscalità, risultate alla lunga al limite dell’irritante, nel fischiare spesso anche al minimo contatto tra calciatori.

Di sicuro perché Gianluca è uno che fin da subito tiene a stare sul pezzo nel pur lodevole intento di imporsi ai giocatori, anche a costo però di spendere – a scopo talvolta apparso più che altro preventivo – qualche cartellino giallo che, in un incontro molto corretto e totalmente privo di episodi contestati, tutto sommato poteva anche essere risparmiato.

Insomma se si può dire che nel complesso Gianluca Toselli possiede un’innegabile quanto discreta stoffa (se non altro per la sua ottima immagine sul terreno di gioco), bisogna anche riconoscere che, per confezionare davvero un bel vestito, il sarto ha ancora un po’ da lavorare.

Tutto sommato buona la collaborazione offertagli dai due assistenti anche se il collega che operava sotto la tribuna coperta, attorno al 25° del primo tempo, ha accusato un minuto di grave black-out invertendo grossolanamente le segnalazioni in occasione di due rimesse laterali, erroracci che il direttore di gara ha opportunamente corretto senza pietà.

Per finire, un’annotazione che non ha nulla a che vedere con l’arbitraggio di Siena – Flaminia: è mai possibile che i tifosi della Robur quest’anno non possano vedere la loro squadra del cuore indossare la tanto amata maglia a strisce bianconere?? Purtroppo quello di rinunciare ai propri colori sociali e di optare per tenute di gioco dai cromatismi bizzarri è un andazzo che colpisce anche il calcio delle serie maggiori dal momento che purtroppo il cosiddetto “merchandising” ha le sue esigenze. Ma sai che “merchandising” può esserci in quarta serie?! VOTO    6-

Fonte: FOL