La pagella dell’arbitro di Siena-Ancona a cura di Mario Lisi

Ad arbitrare il match prenatalizio tra Siena ed Ancona è stato mandato da Reggio Emilia il sig. Michele Delrio (al quarto anno di Lega Pro), uno dei nove figli del prolifico ex ministro Graziano Delrio, che si è trovato davanti la classica partita che i protagonisti non avrebbero molta voglia di giocare ma che comunque, da bravi professionisti, vanno in campo anche se le valigie sono già pronte negli spogliatoi per raggiungere i familiari. E pensare che mi ricordo, molti molti anni fa, partite di campionato regolarmente giocate al “Rastrello” proprio nel giorno di Natale, di Santo Stefano o di Pasqua. Decisamente, però, erano altri tempi…

Così, nell’atmosfera abbastanza sottotono della serata, ad un certo punto anche lo scarso pubblico bianconero è apparso quasi rassegnato allo 0-0 e molto più preoccupato, invece, per il comportamento a dir poco inquietante della società nelle ultime settimane, possibile presagio di un incubo già vissuto troppe volte.

Il clima da ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, un po’ ravvivato solo dal tifo incessante del pubblico arrivato da Ancona, ha inevitabilmente finito per contagiare anche il direttore di gara che vi si è progressivamente un tantino adeguato, al netto dell’ormai spietata attenzione dedicata alla panchina della Robur, limitandosi a svolgere in scioltezza il proprio compitino. Quanto basta, tuttavia, da tradire, in occasione di alcuni interventi tecnici e disciplinari, qualche battuta a vuoto nell’uniformità del metro di giudizio, difettuccio che nelle ultime giornate pare affliggere anche diversi suoi colleghi. Per esempio, ammonito Disanto per aver trattenuto per la maglia un avversario, per lo stesso motivo altrettanto avrebbe meritato qualche minuto dopo il numero 70 marchigiano. Gli esempi potrebbero continuare ma bisogna onestamente dare atto al nostro Michele Delrio che Siena – Ancona, per tanti motivi anche ambientali, non era esattamente la partita adatta per mettersi in bella evidenza ma piuttosto la classica “partituccia” da far scorrere via meglio possibile, dal momento che alla fin fine era palpabile che il pareggio poi sarebbe andato bene a tutti. E, dal momento che Delrio ha compiuto la sua missione senza grandi sconvolgimenti, merita senz’altro la sufficienza. VOTO    6

Fonte: FOL