Con l’avvio del campionato 2026/27 torna sul “Fedelissimo Online” la nostra rubrica volta ad analizzare le prestazioni degli arbitri settimanalmente designati per le gare della Robur.
A tenere a battesimo la formazione di mister Voria contro lo Scandicci nella fornace di San Casciano Val di Pesa, è toccato al signor Mirko Pelaia di Pavia, trentenne ormai al quinto anno in categoria dove vanta ben 50 presenze, di cui una anche in poule scudetto.
Questo primo arbitraggio della stagione, tra l’altro, incuriosiva per vedere se anche ai direttori di gara delle serie inferiori fossero state date le stesse indicazioni circa i nuovi criteri di interpretazione del regolamento ricevute dai colleghi delle categorie professionistiche (per esempio: spezzettare meno possibile il gioco ed accelerare le riprese di gioco). Breve inciso: da un po’ di tempo pare si faccia di tutto per complicare la vita agli arbitri costringendoli ogni anno a riformattare il modo di svolgere il proprio compito. Ma tant’è.
Il signor Pelaia, al riguardo, non ha però fornito una ben decifrabile risposta perché la sua prestazione è stata mediocre ed incerta in quanto ondivaga nel valutare sia i contatti di gioco che le trattenute. Ora fiscale, ora troppo permissivo, insomma senza un metro di giudizio uniforme e convincente, anche nell’estrarre i cartellini. A sua discolpa non si può nemmeno addurre il fatto che la gara sia stata agonisticamente piuttosto intensa, combattuta su ogni pallone e disputata su di un terreno di gioco sintetico piccolo e male in arnese. Da un “quinto anno” è lecito aspettarsi molto ma molto di più, direi anche sotto il profilo della personalità.
Inutile dire che soprattutto l’essere abboccato alla simulazione di Arrighini che si è preso il rigore del momentaneo vantaggio dello Scandicci (le immagini al rallenty hanno tolto ogni residuo dubbio, anche al sottoscritto) è un errore troppo determinante da parte di un arbitro il cui valore è evidentemente sopravvalutato.
Senz’altro positiva invece – almeno loro! – la prestazione dei due assistenti patavini ed onestamente ingiusta la contestazione da loro subita, specialmente da quello che operava sotto la tribuna degli inveleniti tifosi senesi, in occasione del rigore concesso a favore dei padroni di casa perché la decisione, in quel frangente, spettava tutta all’arbitro, vicinissimo all’azione incriminata. VOTO 4 ½
Fonte: FOL
