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La pagella dell’arbitro di Scandicci-Siena a cura di Mario Lisi

Premessa: se il Siena ha portato a casa solo un misero punticino dalla gara con lo Scandicci non è certo colpa dell’arbitro perché i bianconeri hanno offerto una prestazione mediocre al cospetto di un avversario umile e tosto il giusto che ha ben meritato il pari. Ma siccome questa rubrica deve trattare dell’arbitraggio, da ex arbitro dico subito che nel secondo tempo sono rimasto sconcertato e contrariato dal comportamento al limite del “menefreghismo” da parte del signor Marco Schmid di Rovereto, uno che da ben 6 anni (6!) frequenta la categoria. Il motivo è presto detto: quando ci sono da comminare sacrosante ammonizioni, il regolamento non può essere sistematicamente disatteso ed il cartellino giallo deve uscire in automatico dal taschino del direttore di gara anche quando un calciatore, già ammonito, dovrà essere espulso. Se non si ha il coraggio di prendersi certe doverose responsabilità (o più probabilmente, sentendosi ormai a fine carriera, non si ha più voglia di complicarsi la vita…) è consigliabile restarsene a casa; diversamente si rischia di falsare davvero le partite, di esasperare gli animi in campo e fuori e soprattutto di dare dell’AIA una pessima immagine in termini di serietà e di credibilità. Altrettanto dicasi per non aver mai nemmeno richiamato mister Taccola a rimanere all’interno della propria area tecnica, nonostante a volte si spingesse quasi fino all’area di rigore. Qui ovviamente c’è stata anche la complicità dell’assistente lato panchine che si è sì sgolato verso l’allenatore di casa ma non riuscendo mai a richiamare l’attenzione dell’arbitro come avrebbe dovuto, magari ricorrendo a quei cenni d’intesa che in genere la terna concorda prima di scendere in campo. Del resto, da parte sua, aveva già macchiato la propria prova nel primo tempo con un erroraccio da matita blu segnalando la posizione di fuorigioco di un bianconero a cui però il pallone era arrivato da un avversario e non da un compagno.
Insomma male, molto male sia l’arbitro che l’assistente lato panchine i quali, dopo il fischio finale, hanno anche dato l’idea di snobbare gli eventi non rimanendo a controllare il lungo e vivace battibecco tra l’allenatore ed altri tesserati dello Scandicci con i tifosi senesi assiepati dietro la panchina. In quei casi, invece, monitorare la situazione è un preciso dovere degli ufficiali di gara!
Dunque prendiamo atto che, dopo i buonissimi arbitraggi avuti dalla Robur nei primi tre turni di campionato, evidentemente siamo rientrati nella norma e davvero non si capisce perché, anziché dare spazio ai giovani, il designatore continui a mandare in campo certe vecchie cariatidi. Voto 4
Fonte: FOL