Per la direzione di Sansepolcro – Siena la scelta è caduta su Marco Tavassi della Sezione AIA di Tivoli, un giovane solo alla quinta presenza in categoria che, suo malgrado, è stato autore di una prestazione dai due volti. Dopo una sessantina di minuti condotti autorevolmente alla grande gestendo al meglio i propri sempre corretti interventi sia tecnici che disciplinari, dopo l’episodio del rigore reclamato dalla Robur per un contatto abbastanza sospetto tra Noccioli ed il portiere avversario, ha finito progressivamente per perdersi gettando così alle ortiche quanto di molto buono aveva fatto vedere fino a quel momento.
Le avvisaglie del “voltafaccia” di Tavassi si sono rese evidenti quando con i locali in attacco, a seguito di una troppo precipitosa segnalazione di fuorigioco da parte dell’assistente lato panchine, ha comunque fischiato interrompendo la veloce “ripartenza” dei bianconeri senesi nel frattempo maturata. Errore grossolano che c’è da immaginare sia subito finito annotato sul taccuino dell’osservatore arbitrale di turno. Forse rimuginando proprio sull’erroraccio commesso, il direttore di gara si è progressivamente scomposto perdendo lucidità soprattutto sul piano disciplinare. Tre esempi possono bastare: calciatore del Sansepolcro in difesa sanzionato tecnicamente ma non col “giallo” dopo aver trattenuto un avversario al limite dell’area di rigore, capitan Somma invece ammonito per un rusticano duello innescato però dal suo occasionale contendente e Noccioli (fortunatamente per la Robur!) solo ammonito nonostante l’evidente gomitata rifilata con mestiere al volto del diretto avversario. Che Tavassi avesse perso un po’ la tramontana è stato infine confermato anche negli ultimi minuti di gara dalla sua inopportuna iniziativa, a gioco fermo, di ritardarne la ripresa per correre addirittura fin nell’altra metà campo a redarguire – ma soltanto verbalmente! – un calciatore di casa reo forse di proteste. Insomma, come il coraggio di don Abbondio, anche l’esperienza chi non ce l’ha non se la può dare!
Quanto agli assistenti di Tavassi, buona la prova di quello lato gradinata ma assai negativa quella del collega lato panchine e non solo per l’episodio sopra ricordato ma perché nel finale è apparso colpevolmente distratto omettendo di segnalare la posizione di un attaccante del Sansepolcro in nettissimo fuorigioco.
Annotazione finale: in questo turno di campionato il designatore ha evidentemente voluto testare due giovani arbitri con finora sole quattro presenze in Serie D affidando loro, per non fare differenze tra Grosseto e Siena, il compito di dirigere le due blasonate capoliste impegnate entrambe in trasferta e per giunta in un girone tosto come quello umbro-toscano. Da quanto potuto vedere a Sansepolcro ed a sentire le pur civilissime rimostranze del presidente dell’Orvietana Biagioli dopo la sconfitta contro il Grosseto, l’esperimento si è ahimè rivelato troppo azzardato. Ma d’altra parte, anche per i giovani arbitri, è vero il detto che “sbagliando s’impara”. VOTO 5 ½
Fonte: FOL
