Incontrando in Val di Pesa il San Donato Tavarnelle, la Robur ha debuttato per l’ennesima volta in Serie D con la speranza di ripetere il vittorioso campionato della scorsa stagione che l’ha fatta evadere dall’Eccellenza toscana in cui era sprofondata per la prima volta nella sua storia. Visto il risultato viene spontaneo dire “buona la prima”; non altrettanto, invece, si può affermare per il direttore di gara – il ventiseienne Pierludovico Arnese della Sezione AIA di Teramo – alle prime esperienze in categoria ma quasi un predestinato ad avere una carriera importante nella vita se si va a leggere certe recensioni reperibili su Internet. Di sicuro un ragazzo in gamba, laureato in giurisprudenza alla Luiss e già reclutato dalla stessa Università in veste di assistente in Diritto dello Sport ma soprattutto reduce da una brillante stagione sui campi dell’Eccellenza.
Infatti, a fronte di una gara un po’ scorbutica come del resto propone spesso la categoria, la sua prova ha lasciato molto a desiderare sia per l’evidente difformità nel metro di giudizio adottato nel valutare i vari contatti di gioco sia per la spiccata propensione “a far giocare” anche davanti a falli oggettivamente del tutto evidenti. Senza voler entrare (vista la posizione sul campo degli ufficiali di gara certamente privilegiata rispetto a quella degli spettatori in tribuna) nel merito della rete annullata a Giannetti per un millimetrico fuorigioco e dell’espulsione di mister Magrini, Pierludovico non ha per nulla convinto in diverse, troppe occasioni. Giusto per fare un esempio: quando un portiere in uscita si va a scontrare con l’attaccante fermo in mezzo all’area di rigore non può essere certo un caso di “carica al portiere” così come il calciatore che si accascia sul pallone perché vistosamente spinto a terra da un avversario non sta facendo gioco ostruzionistico ma ha semplicemente subito lui un fallo.
Detto questo l’arbitro teramano non ha brillato per piena uniformità di giudizio nemmeno sul piano disciplinare con la non trascurabile aggravante di essersi presentato maluccio già in avvio di partita quando, al primo accenno di battibecco tra giocatori, si è esageratamente dilungato in un richiamo verbale troppo insistito che ha coinvolto anche uno dei capitani; i calciatori sanno benissimo come devono comportarsi ed il richiamo in certi casi deve essere sì deciso ma anche breve, non troppo discorsivo e quasi paternalistico perché altrimenti rischia di essere inutile. La riprova è stata che appena due minuti dopo l’arbitro ha dovuto comunque mostrare il cartellino giallo ad un giocatore di casa (Falconi) dopo l’ennesimo fallo!
In conclusione quella di Arnese è stata una prestazione senza ombra di dubbio negativa che fa pensare ad una chiara sopravvalutazione di questo ragazzo che dà l’idea (come si dice a Siena) di dover “mangiare ancora tanta pappa” prima di tentare non solo la scalata alla categoria superiore ma anche per dirigere partite più difficili in Serie D. Voto 5
Fonte: FOL
