Al momento in cui è stata resa nota la designazione di Marco Antonuccio della Sezione di Roma 1 (al suo secondo anno in CAN D e con solo 9 presenze in categoria) per dirigere il sentito derby Poggibonsi – Siena, è stato spontaneo pensare che il trentenne fischietto laziale deve godere di molta considerazione da parte del designatore; non si spiega infatti altrimenti l’aver assegnato una gara così delicata ad un arbitro approdato in Serie D soltanto lo scorso anno. Fiducia ben riposta?
Alla luce della prova di Antonucci direi tutto sommato di sì perché è innegabile che il match è stato condotto in porto con polso sicuro e buona autorevolezza che nel complesso hanno garantito la giusta regolarità alla gara.
Magari, andando un po’ a sottilizzare, in quest’arbitro (bravo ma che evidentemente sa di esserlo…) in un paio di circostanze è affiorato un accenno di protagonismo. Mi riferisco alle due ammonizioni, una per parte, che ha deciso di fare intorno alla mezzora in rapida sequenza a carico di Vlahovic e subito dopo di Ciacci, provvedimenti palesemente “forzati” per sottolineare che in campo comandava lui e dunque adottati più a scopo preventivo che giustificati dai falli commessi. Ad onor del vero bisogna però dire che, se non altro, i due cartellini hanno avuto l’effetto desiderato perché al termine gli ammoniti finiti sul taccuino di Antonucci sono stati in tutto solo tre.
Al buon arbitraggio di Poggibonsi – Siena ha contribuito anche l’ottimale prestazione dei due assistenti marchigiani. VOTO 7
Fonte: FOL
