La pagella dell’arbitro di Lastrigiana-Siena a cura di Mario Lisi

Evidentemente il consistente vantaggio della Robur in classifica consente al designatore di dare a cuor leggero la soddisfazione di dirigere la capolista a tanti degli arbitri a sua disposizione. Si spiega anche così la designazione per Lastrigiana – Siena di Giovanni Macca, siciliano trapiantato presso la Sezione AIA di Pisa, apparso oggettivamente ancora un tantino acerbo per la categoria. Infatti, al netto della difficoltà nel valutare i contatti di gioco su di un campo dove il pallone baruzzolava di zolla in zolla, Giovanni ha palesato di non essere ancora del tutto smaliziato nell’individuare e fischiare quei falli commessi “con mestiere” dai calciatori (in particolar modo certe furbesche trattenute…) cosicché anche la rete del vantaggio lastrigiano è risultata viziata da un episodio del genere e nella ripresa i padroni di casa non hanno avuto tutti i torti a reclamare un calcio di rigore. Altro segnale di non piena maturità nel ruolo è stato, anche quando era evidente l’applicazione della norma del “vantaggio”, il gesto istintivo di portare comunque il fischietto alla bocca senza usarlo…

Nel complesso bene sul piano disciplinare con pochi e puntuali provvedimenti di ammonizione che hanno permesso a Macca di tenere sempre la gara in pugno; ma anche sotto questo aspetto avrebbe potuto essere più reattivo nel non assistere passivamente alla plateale condotta ostruzionistica dei padroni di casa che per tutta la partita hanno messo in mostra un variegato campionario su come ritardare ad arte le riprese del gioco, quasi fosse una vera e propria tattica studiata a tavolino: fare in modo che il pallone, in assenza di “raccattapalle”, andasse a perdersi il più lontano possibile nello sterminato campo per destinazione, rimanere a terra più o meno contusi nei punti del terreno di gioco più lontani per essere raggiunti dal provvidenziale massaggiatore, affidare le rimesse laterali a calciatori che spesso arrivavano da lontane retrovie fino al giocatore che, ignorando un vicino pallone a disposizione, va a recuperare… proprio quello più lontano! Ecco, almeno in quest’ultimo caso il direttore di gara sarebbe stato pienamente legittimato ad estrarre il cartellino giallo, quanto meno per dimostrare di non voler essere preso smaccatamente in giro.

Una prova interlocutoria insomma, quella di Macca, da definire senza infamia e senza lode in attesa della crescita che potrà venire solo con l’esperienza. Ottimale peraltro l’assistenza fornitagli dai due collaboratori di turno. VOTO   6 –

Fonte: FOL