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La pagella dell’arbitro di Flaminia-Siena a cura di Mario Lisi

Partita di rara mediocrità tecnica quella che in terra laziale ha visto affrontarsi il modesto ma volenteroso Flaminia-Civita Castellana e la Robur di mister Magrini apparsa quanto mai moscia e sottotono in tanti suoi interpreti. Inutile dire che al triplice fischio finale, negli abbastanza numerosi tifosi bianconeri accorsi nella cittadina viterbese, ha prevalso un sentimento di delusione per l’ennesima occasione sprecata dai propri beniamini per accorciare sulle squadre che precedono il Siena in classifica.

Al generale grigiore che predominava in campo ha finito per adeguarsi anche il direttore di gara, il signor Mascolo di Castellammare di Stabia, ormai al quarto anno in categoria ma apparso sul terreno di gioco alquanto sbiadito, a tratti quasi svogliato, ed in grado di seguire le azioni più grazie ad un collaudato senso tattico della posizione che ad un adeguato rendimento atletico, caratterizzato da una corsa monocorde e priva di accelerazioni quando sarebbe servito.

Sia dal punto di vista tecnico che disciplinare va detto però che l’incontro, oggettivamente privo di grosse emozioni e di episodi contestati, non ha dato a Mascolo molto filo da torcere; cionondimeno non si può fare a meno di rilevare, accanto ad un pizzico di ritardo nel fischiare i falli, una buona gestione dei provvedimenti di ammonizione adottati (solo tre). Aperta parentesi: uno di questi impedirà a Galligani, che ha rimediato il “giallo” assieme ad un avversario per essersi inutilmente attriccati, di scendere in campo domenica prossima nell’importante sfida contro il Ghiviborgo; una volta tanto allora non sarà il caso di lamentarsi, oltre che degli inevitabili infortuni, anche delle assenze per squalifica dovute a certi comportamenti sciocchi ed insensati a cui troppo spesso si abbandonano i calciatori come fossero bambini dell’asilo?

Tornando alla prestazione dell’arbitro campano nel complesso è comunque da definire sufficiente anche se, dopo quattro anni di Serie D, era il minimo sindacale che ci si poteva aspettare da parte sua.

Quanto ai due suoi assistenti, pure arrivati dalla Campania: senz’altro molto bene quello che operava dal lato panchine mentre il collega sotto la tribuna ha perso a più riprese la linea con il penultimo difendente dando a volte l’impressione di distrarsi a guardare la partita così da risultare in ritardo nel seguire le ripartenze improvvise, peraltro in verità anch’esse molto poche, sotto il cielo – grigio pure quello! – di Civita Castellana. VOTO    6 –

Fonte: FOL