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La pagella dell’arbitro di Figline-Siena a cura di Mario Lisi

Questa settimana arbitro sulla carta superesperto a dirigere Figline – Siena: Enrico Eremitaggio di Ancona, un “quinto anno” con ormai alle spalle una settantina di gare in categoria. In effetti, sotto il profilo squisitamente tecnico, in campo ha dimostrato di saperci stare piuttosto bene, pur ignorando un paio di vistosi falli che sarebbero stati da fischiare ma nel complesso garantendo buona regolarità ad un incontro a tratti piuttosto “sporco”.

Diversa la valutazione di questo ragazzo nella gestione disciplinare del non difficilissimo impegno a lui affidato perché per l’ennesima volta, a consuntivo, dobbiamo registrare ben dieci ammonizioni! A questo punto i casi sono due: o gli arbitri hanno ricevuto tassative disposizioni per mostrare sempre e comunque la massima severità oppure – spiegazione che ritengo sia la più verosimile – questa generazione di direttori di gara, formata da elementi sempre più giovani e palesemente un po’ “costruiti”, non sempre ha il dono della personalità (che notoriamente non si coltiva sul terrazzo di casa come il basilico) bensì lo spirito del notaio che davanti alle infrazioni applica pedissequamente troppo alla lettera il regolamento. Per esempio il primo “giallo” è arrivato per un giocatore valdarnese dopo solo una manciata di minuti dall’inizio e per un fallo a centrocampo apparso del tutto innocuo; logico che, quando si comincia ad ammonire con un metro di giudizio del genere, poi le ammonizioni fioccano anche per un nonnulla finendo per impattare oltre il dovuto sull’andamento della gara. Infatti è bene qui ricordare che l’ammonizione è un provvedimento grave dal momento che il calciatore da lì in poi ne è pesantemente condizionato. Ne deriva che il cartellino giallo va adoperato con estremo raziocinio se non addirittura con ragionata parsimonia ma per farlo occorre che l’arbitro si imponga ai giocatori principalmente con la propria personalità, dote che come già detto fa difetto a tanti, troppi fischietti.

A voler completare il discorso ci sarebbe anche da dire che il calcio purtroppo sta diventando sempre meno uno sport di contatto finendo per assomigliare assai spesso al calcetto ma questo argomento è forse troppo impegnativo per la nostra modesta rubrica…

Infine, a proposito dei due episodi che hanno scontentato i valdarnesi, diciamo che nel caso della rete dei locali annullata per fuorigioco e che ha visto protagonista l’assistente lato gradinata, pur osservando il “ralenti” dell’azione non si può dire con certezza se la segnalazione sia stata giusta o sbagliata perché si è trattato veramente di una questione di centimetri per cui doverosamente bisogna dar credito all’assistente meglio piazzato di tutti e che, del resto, non ha avuto esitazioni. Circa l’inesistente calcio di rigore reclamato nel finale dai gialloblù, invece, si è trattato di un normale contrasto in area come in una gara se ne vedono a bizzeffe.

Dunque una terna nel complesso sufficiente e d’altra parte c’è poco da pretendere. È la Serie D, bellezza! VOTO    6 – –

Fonte: FOL