LA NOSTRA RISPOSTA ALLA CONFESERCENTI

Tifare per la Robur nella nostra città è un po’ come stare in trincea. Perdonateci il paragone forse poco elegante, ma che rende bene la realtà delle cose. Non passa giorno che qualcuno si alza e dice la sua contro la squadra calcistica, i suoi dirigenti, i suoi tifosi. Quando parliamo di “partito anti-Robur” non lo facciamo a caso, abbiamo i dati per farlo. Ultimo intervento di questo genere è stato quello del presidente del direttivo della Confesercenti sig. Guiggiani (che abbiamo pubblicato anche nel nostro sito in quanto amanti della pluralità, al contrario di altre testate). Le sue lamentele sono rivolte contro lo stadio in centro in quanto ostacolo ed impedimento alle attività commerciali da lui rappresentate. Il sig. Guiggiani si lamenta dell’annullamento del mercato settimanale e della conseguente impossibilità per turisti e cittadini di sostare nei parcheggi della zona stadio. Per rimediare a tali inconvenienti, Guiggiani chiede l’accelerazione della costruzione del nuovo stadio. Le sue tesi sono legittime, ci mancherebbe altro, salvo quando parla dei fatti di Catania come se fossero cosa quotidiana in tutti gli stadi d’Italia, dimenticandosi o non conoscendola civiltà dei tifosi senesi. Quello che desta qualche perplessità è il fatto che Guiggiani  cerca soluzioni senza guardare al di là del proprio naso e senza rispettare i diritti di tutti. Quando dice “Il legittimo diritto allo spettacolo di alcune migliaia di persone deve poter convivere con quello dei cittadini e turisti, in numero sicuramente superiore, alla vivibilità del centro di Siena” ci risulta alquanto superficiale se non offensivo. Guiggiani parla di numeri? Allora perché non chiede ai residenti di San Prospero quanto amino tutti i mercoledì dell’anno (e sono 52 e non 19 come le partite, e solo poche di mercoledì). Gli chieda quanto è bello cercare posteggio sotto casa e non trovarlo, fare la fila per ore nell’anello della Fortezza o stare sul tram a passo di lumaca. La politica messa in atto da 30 anni a questa parte ha portato lontano dal centro storico i cittadini senesi, i quali per poter accedere al mercato sono costretti a ricorrere all’auto paralizzando la zona di San Prospero. Perché allora non spostare il mercato? Quando uno è costretto a prendere la macchina può andare al mercato anche in una zona più periferica. La democrazia per il presidente del direttivo della Confesercenti si basa solo sui numeri, quindi i diritti delle “minoranze” sono di poco conto. Se non ci sbagliamo, poi, crediamo che quando il Siena gioca in casa, le strade del centro storico, al termine della gara, si riempiono di cittadini che altrimenti non sarebbero, forse, arrivati in centro, con conseguente guadagno per tutti i negozi del centro, ovviamente quelli aperti. Già, ma questa è una minoranza, quindi conta poco o niente….

Fonte: Siena Club Fedelissimi