La nostra passione non retrocede, dimostriamolo!

 

In questi giorni lo stadio si sta riempiendo di interisti. È ovvio che per il popolo nerazzurro la partita di domenica prossima rivesta un’importanza fondamentale per la consueta dello scudetto, mentre per il Siena non rappresenta che il mesto addio, o meglio arrivederci, alla serie A. Grazie a queste diversissime motivazioni, purtroppo, è facile pensare ad una migrazioni dei tifosi bianconeri verso qualche località marina o semplicemente verso la poltrona di casa. Nonostante tutto questo, però, da queste colonne ci sentiamo in dovere di invitare tutti i tifosi del Siena ad essere presenti. Non c’è niente da festeggiare, anzi, ma se in queste ultime settimane si è tanto gridato lo slogan “solo per la maglia” sarebbe bello che lo stadio senese rimanesse in buona parte…senese, anche nell’epilogo di questo tribolato campionato.
Le colpe, le responsabilità, la rabbia, le contestazioni, per un giorno, l’ultimo, andrebbero messe in un cassetto e se non ci sarà da festeggiare nessuno, i veri tifosi devono essere presenti. Una sorta di orgoglio dovrebbe far scattare la molla, dovrebbe farci dire: ci siamo anche noi. Ci importa poco se il campionato lo vincono gli odiati romanisti o gli straricchi interisti, noi teniamo per la Robur. Abbiamo riempito il vecchio Rastrello per quasi tutto il campionato, nonostante che la posizione di classifica non abbia mai permesso di esultare, perché non dovremmo farlo anche domenica prossima? Più volte è stato sottolineato come noi amassimo i nostri colori, la nostra squadra, al di là dei giocatori o dei dirigenti che la rappresentano. Avremo, tra l’altro, gli occhi addosso di mezzo mondo, e dobbiamo farci vedere anche noi. Il Siena retrocede, ma il nostro tifo e la nostra passione no, dimostriamolo ancora volta, la più difficile e la più importante. Siena non deve essere terra di conquista, il Franchi è il nostro stadio, non dimentichiamolo mai.
La nostra non è semplice retorica, ma la conferma che il bene che vogliamo ai nostri colori è vero e non dipende solo dai risultati. Ripartiamo proprio da domenica, allora, tutti assieme, sarebbe la risposta più bella ad una retrocessione cocente. Non diamo alibi nessuno, nemmeno all’interno delle nostre mura.
Al popolo nerazzurro chiediamo solo una cosa e cioè che comprendano la nostra rabbia per come sono andate le cose. Saper vincere non è sempre facile, bisogna saperlo fare. (Antonio Gigli)
Fonte: Fedelissimo online