La Nazione – Siena, il calcio e gli affari: la Durio si racconta

«Vengo dalla campagna e il mare ce l’ho dentro, ma Siena mi ha stregato». Si racconta così Anna Durio, il trentesimo presidente della Robur, il primo donna della storia del calcio bianconero. Accanto a lei c’è Buddy, il fido cane, non la molla di un centimetro. Le si sdraia accanto, ascolta. Anna Durio, ama gli animali. 

«Mio padre era muratore, mia madre casalinga – sorride – vivevamo in campagna, il latte non andavamo a comprarlo, avevamo una mucca nella stalla. Sono cresciuta facendo il fieno e raccogliendo olive. Di tre fratelli sono stata sempre la più tranquilla. Ho un carattere aperto, accomodante, basta non pestarmi i piedi sennò son guai: sono del Leone sì, entusiasta, generosa, calorosa. Un Leone atipico direi, e con gli anni sono anche peggiorata. Compagnona con tutti, di amici veri ne ho pochi». 
Le origini umili non l’hanno scoraggiata: aveva un sogno da realizzare. «Conoscevamo un comandante – spiega – ci spediva cartoline dai luoghi che visitava. E da lì è nato il mio amore per le navi. Ho iniziato a studiare e, insieme, lavorare. Ho fatto la benzinaia, la cameriera, la lavapiatti, la ‘guardarobista’ in discoteca, la barista. Con le mie forze sono diventata radiotelegrafista di una nave». 
Su quella nave la vita le ha dato e le ha tolto. «L’avvento dei cellulari mi ha tirato un colpo basso – ricorda – mi hanno sceso a terra, con lo stipendio dimezzato. Nel mentre avevo conosciuto il direttore di macchina, Michele Trani, il mio futuro marito. I soldi non erano tanti e abbiamo deciso insieme di dare vita a un’azienda (la Teknoship, ndr) che si occupava e si occupa di ricambi per i motori delle navi: siamo partiti da Cagliari per poi espanderci in Liguria e a Civitavecchia». 
Nel 1996 è arrivato Federico. «Ha iniziato a giocare da piccolo – ha spiegato – la passione per il calcio gli è cresciuta negli anni. Fede juventina da quando la Juventus era in serie B, quindi non perché fosse vincente. Dopo varie sponsorizzazioni, e cercando una società affiliata alla Juventus, abbiamo preso il Bogliasco in Eccellenza. Federico ambiva a qualcosa di più e già nel 2014 mi aveva proposto di prendere il Siena: una piazza prestigiosa, cercata persino dagli stessi giocatori in serie C. Due anni dopo eccomi qua». 

Per la prima volta a Siena. «Piazza del Campo mi ha stregato – dice il presidente – il feeling con la città è scattato immediatamente. E non nego che nei momenti difficili sia stato l’affetto dei tifosi e della gente a sostenermi. A un certo punto ero pronta a mollare. Eppure, tutto quello che è successo non mi ha che rafforzato». 
Presidente, imprenditrice, mamma, ma anche donna di casa, che non disdegna il bel vedere. «So cucire, lavorare a maglia e cucinare e, giuro che non è una battuta, il dolce che mi viene meglio, è la torta di mele, ci metto anche le ciliege. Un giocatore che vorrei nella mia Robur? – sorride – Amauri». (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione