La Nazione – Romagnoli spinge il Siena “Deve tornare subito in C”.

La mancata iscrizione della Robur alla serie C ha spezzato il cordone ombelicale che legava Mirko Romagnoli al Siena. Per la prima volta, da quando ha assunto lo status di professionista (era già successo nel 2014, ma allora giocava nelle giovanili), il difensore si è tolto la maglia della squadra della sua città. Gli si è chiusa una porta, ma gli si è aperta un’altra. Quella della Pistoiese, ancora in serie C.

Partiamo dalla fine: è un arrivederci o un addio?
«Non lo so, non so quello che mi riserverà il futuro. So solo che adesso voglio far bene qua a Pistoia, Sono arrivato con tanto entusiasmo».

Ha firmato un biennale: una bella attestazione di stima.
«Assolutamente sì. Il direttore Dolci ci ha messo la faccia, mi ha cercato, ha deciso di investire su di me. Ora sta a me».

Ritroverà anche Cesarini.
«Alessandro mi ha chiamato, per assicurarmi che mi sarei trovato bene. E ci ha messo una parola in più, come il preparatore Marco Coralli. Sono veramente felice, so che in questa piazza, con mister Frustalupi e il suo vice, posso crescere molto. Dolci ha messo su un’ottima squadra, potremo dire la nostra».

In bianconero avrebbe meritato di più: in molti sono dispiaciuti della sua partenza.
«Non ho rimpianti, sono stato bene, alla fine ero a casa mia. Anche quando non ho giocato sono stato zitto, cercando di imparare il più possibile. E ho sempre dato tutto. Questa esperienza mi ha fortificato molto, anche caratterialmente».

La fine della Robur Siena?
«Ancora non riesco a capacitarmene. L’iscrizione ci era stata assicurata. Ma preferisco non entrare nel merito, non mi spetta. Faccio comunque un augurio alla nuova società, mi sembra che chi è entrato stia facendo le cose nel modo giusto. A partire dalla scelta Gilardino. Spero la Robur possa centrare subito la promozione».

Lei la D l’ha vinta, in prestito al Rimini: cosa deve aspettarsi il Siena?
«E’ un campionato particolare, dove puoi incontrare squadre organizzate, come altre più fisiche che giocano in contropiede. Alcuni campi sono molto difficili. In generale la fisicità si fa sentire». (Angela Gorellini)

Fonte: la Nazione