La Nazione – Nelso Ricci: «Attenti agli avventurieri. Ci vuole un gruppo solido»

Poche persone conoscono il Siena meglio di lui, e allo stesso tempo sanno i ‘segreti’ per ripartire e tornare nel calcio che conta anche dopo un capitombolo così grande all’indietro. 

Nelso Ricci, 18 anni di Siena alle spalle, ma anche Livorno, Grosseto, Spezia e la ‘sua’ Carrarese, ora è a Pistoia, ambiziosa compagine appena risalita nella nuova ed unificata serie C, dopo anni difficili nei dilettanti. «Seguo le vicende del Siena sempre, anche quando sono a casa a Carrara. E’ stata una mazzata per me, non credevo che si arrivasse a questo punto. Mi dispiace moltissimo, 18 anni in una società sono una vita e non posso che soffrire per questa situazione».
Ora sarà durissima ripartire, dopo anni di gloria tra A e B.
«Ci vuole una società forte, con un uomo di calcio e che viva il calcio da Siena. Adesso bisogna stare attenti agli avventurieri, che sono pericolosissimi. Per questo spero che il sindaco scelga bene chi andrà a rilevare il Siena. Sono i giorni decisivi questi, in cui si pongono le basi per ripartire, per provare a rinascere. Non sarà facile, lo so bene. Non è mai facile vincere in nessuna categoria».
La Pistoiese è reduce da una bella vittoria, ed in passato la sua Carrarese ripartì dalla D con entusiasmo.
«Qui ho trovato un ambiente fantastico, un presidente appassionato che vuole fare bene. E’ quello che, ripeto auguro al Siena. A Carrara andai con la squadra in D, coinvolsi Buffon e Lucarelli (ora allenatore della Pistoiese, ndr), vincemmo il campionato. Ma non è facile , ci vogliono giocatori pronti e che si butterebbero nel fuoco per la maglia. Come lo erano nel Siena Pepi, Mignani, Argilli, Voria e tanti altri. Così si costruisce una società vera. Il mio era un Siena più vero, più battagliero, meno ‘politico’, passatemi il termine, che sul campo e senza l’aiuto di nessuno conquistò la B e poi la storica prima A».
Non sarà però facile identificare la persona adatta a riportare il Siena ai fasti del passato.
«Non ma se si vuole davvero ripartire, dal basso e con la giusta voglia, è necessaria farlo per bene fin da subito. Ogni giorno che passa è un giorno perso, per fare una squadra, e soprattutto una società competitiva: ci vuole tempo, passione, competenza. Sono stati cancellati anni gloriosi in poche ore e non è semplice metabolizzare, ma il Siena ce la può fare».
Proprietà solida, dirigenti all’altezza e squadra con la mentalità giusta. E’ questa la ricetta giusta?
«Si, è questa. Ci vuole, una dirigenza solida che si impersonifichi con una figura, poi gente che voglia bene al Siena, come glielo volevo io. Io vivevo per il Siena, come anche Stefano Osti. Da lui la nuova Robur potrebbe ripartire. Dovranno cambiare molte cose, si dovrà tornare ad un’essenza più profonda, per evitare gli errori del passato. Da quando sono andato via io la Robur è cambiata molto, non so di chi sia la colpa ma per ripartire occorre tornare come prima, quando c’erano presidenti come Paganini e De Luca. E, a queste condizioni, io per il Siena ci sarò sempre». (Guido De Leo)

Fonte: La Nazione