La Nazione: Mulinacci:” Biagiotti l’ho visto crescere, ero emozionato”

«Avevo gli occhi lucidi»: Lorenzo Mulinacci, presidente del Siena Club Fedelissimi, ripercorre, il day after, il momento in cui il giovane Biagiotti ha parato il rigore di Gorini, l'esultanza, a fianco della madre del ragazzo con le lacrime agli occhi, il successivo ridiscesa sulla terra. «Non lo nego ha sorriso -, mi ci è voluto un po' per riprendermi. Ero felicissimo, non solo perché quella parata ha forse salvato il campionato del Siena, ma anche perché a farla è stato un ragazzo di Siena, della Tartuca, che ho visto crescere e alla cui famiglia mi lega un rapporto di parentela e amicizia». «Quando ho visto Luca e Patrizia alla fine della partita ci siamo abbracciati ha proseguito Mulinacci erano entrambi visibilmente commossi. Durante il viaggio in pullman, a lei, era un continuo squillare il cellulare. Certe emozioni, certe partite, hanno un sapore unico, indipendentemente dalla serie in cui giochi, che sia la serie A, che sia la serie D». Ma se Biagiotti si è vestito da eroe, salvando il risultato a Sansepolcro, a regalare alla Robur i tre punti che potrebbero valere la promozione, è stata la forza della Robur, che ha trovato in Minincleri l'arma più affilata. «Va reso anche a lui il giusto merito ha commentato -, che ha segnato con freddezza un rigore pesantissimo. Come agli altri. A Sansepolcro ho vissuto sicuramente i momenti più esaltanti di questa stagione: dagli attimi terrificanti che hanno seguito il rosso di Fontanelli, mentre il Poggibonsi stava vincendo, alla gioia finale per il sofferto successo. Il presidente dei giallorossi Pianigiani non è stato un buon profeta: intanto ne abbiamo vinte due e il sorpasso alla terz'ultima non c'è stato». I tifosi bianconeri stanno intanto organizzando la giornata di domenica: allo stadio verrà allestita una coreografia per salutare l'entrata in campo della Robur e, in caso di promozione, nel post partita verrà fatto un corteo che partirà dalla Lizza per arrivare in piazza del Campo. (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione