La Nazione – Loi: “La Banca decideva il presidente del Siena”

«Era la Banca che decideva chi diventava presidente dell’Ac Siena. Mezzaroma, e prima Lombardi Stronati, erano stati portati da quest’ultima». Ad affermarlo è stato ieri Vincenzo Loi, che fino al 2013 era stato responsabile dell’amministrazione dell’Ac Siena, poi fallita. Una memoria storica importante delle vicende della società visto che, come ha ricordato nel processo per il crac, c’era già con il presidente De Luca. Ieri l’udienza era dedicata alle domande della difesa di Massimo Mezzaroma che per due ore ha cercato di portare alla luce anche il rilevante peso e il ruolo della Banca Mps che erogava contratti di sponsorizzazione – l’aveva fatto emergere la volta prima il pm Siro De Flammineis –, da tre anni ciascuno, fra gli 8 e i 9 milioni. «La salvezza del Siena era un imperativo fino al 2012 – prosegue Loi –, non si poteva neppure mettere in discussione. Poi la società bianconera rimase sola quando cambiarono i vertici dell’istituto». Un fuoco di fila le domande sulla cessione del marchio: «L’operazione mi arrivò già confezionata – prosegue l’ex responsabile amministrativo dell’Ac Siena –, come cessione di ramo d’azienda». Sollecitato dalla difesa Mezzaroma, spiega «che si portava dietro anche tutta la parte del marketing». Operazione definita «sostanziale» da Loi che svela qualche retroscena. Come quando, per esempio, «era il luglio 2012, fu chiesto al presidente di pagare non solo la prima rata da 800 mila euro per l’uso del marchio ma – dice – anche quella che era dovuta sei mesi più tardi. Ricordo che sborsò circa un milione e mezzo». La prossima udienza terminerà il contro esame l’avvocato di Pallanch, assente ieri per legittimo impedimento. Saranno sentiti altri testimoni. (Laura Valdesi)

Fonte: La Nazione