La Nazione – L’ex Santini: “Sfida a viso aperto”

Sei mesi, ma intensi. Gol pesanti, i suoi. Due in particolare lo emozionano. «Il rigore contro la Reggiana, per la gioia di averlo fatto e per tutto quello che ho provato prima del tiro. E la rete di Catania, è bellissimo segnare davanti a 20mila persone». Claudio Santini, domani, affronterà il Siena appena qualche mese dopo aver sfiorato, con i suoi compagni, la grande impresa. «Sarà un piacere ritrovare tutti, alla Robur sono rimasto legato, ho ricordi bellissimi nonostante quella finale non giocata…».

Che partita sarà Alessandria-Siena?
«Speriamo una sfida a viso aperto, che regali tante emozioni. Entrambe veniamo da due 0-0, risultati che confermano un po’ quella che è l’attuale serie C: tutte le gare sono battaglie e si tende a dare maggiore attenzione alla fase difensiva. Si pensa di più a non prendere gol. Anche se poi bisogna analizzare ogni incontro: contro il Pisa, per esempio, eravamo in inferiorità numerica e giocavamo contro una grande squadra».

Girone complicato, quello A, eh…
«Tosto, probabilmente il più difficile che in C mi sia trovato a giocare. Ci sono diverse squadre costruite per la B che si sono ritrovate in terza serie. Sarà impegnativo. Campionato falsato? Falsato forse è una parola grossa, ma condizionato sì, con i club partiti in ritardo e tanti turni infrasettimanali per recuperare».

Cosa pensa di quello che è successo?
«Sono state prese delle decisioni incredibili, fuori da ogni logica. Comportamenti scorretti che hanno penalizzato diverse società tra cui il Siena. Credo che ci sarebbe dovuta essere una presa di posizione più forte da parte delle associazioni, a partire da noi calciatori».

Perché Alessandria?
«Perché è un club prestigioso, una società importante di cui mi ha convinto il progetto: l’obiettivo, dopo il rinnovamento che c’è stato, è crescere e, tra due-tre anni, riprovare a fare il salto. Mi sarebbe piaciuto rimanere in B, ma quando c’è stata la chiamata dei grigi ho detto subito sì.

Possibilità di tornare alla Robur?
Poche. Il discorso sui ripescaggi ha condizionato tutto, i direttori si sono concentrati su altri profili. In futuro, chissà: a Siena sono stato molto bene».

Anche la Robur ha cambiato molto…
«Sì, è vero, ma confermare il centrocampo è stato un ottimo punto di partenza. Le prime partite servono per trovare i giusti equilibri e le giuste geometrie».

E se…?
«Non lo so, vivrò il momento. Ma qualunque cosa faccia non sarà assolutamente una mancanza di rispetto nei confronti del Siena, non significherebbe che non voglio bene alla Robur». (Angela Gorellini).

Fonte: La Nazione