La Nazione – Il Siena è più forte dell’antisportività

Si può perdere o vincere con il punteggio più vistoso della storia, ma è importante farlo rispettando le regole, anche quelle non scritte. C’è il valore tecnico, ma viene sicuramente dopo la sportività, ossia quello che sui campi da calcio si chiamava un tempo ‘cavalleria’ e oggi prende il nome più pomposo e forse meno efficace di ‘fair-play’. Quanto è successo nel finale di Lucchese-Siena è calcisticamente paragonabile a un film horror, di quelli da vietare assolutamente ai più piccoli che si avvicinano a questo sport. Il portiere Contini, sul 3-2 per la Robur, mette palla in fallo laterale per permettere i soccorsi al compagno D’Ambrosio, peraltro vistosamente dolorante e appena rientrato da un serio infortunio. Alla ripresa del gioco logica vorrebbe che la Lucchese restituisse palla al Siena, magari anche in fallo laterale accanto alla bandierina per evitare perdite di tempo e portare subito il pressing. Invece accade l’incredibile, una volta ricevuta palla l’attaccante rossonero, con tutta la difesa bianconera ferma in attesa del gesto di normale sportività, punta deciso l’area di rigore e viene a contatto con il portiere Contini in uscita. Quelli del Siena, in campo e in panchina si arrabbiano tantissimo, quelli della Lucchese in campo e in panchina chiedono a gran voce quel rigore guadagnato con furbizia e senza il rispetto di una regola non scritta ma sacrosanta. Purtroppo il canale dedicato alle dirette della Serie C non ripropone l’episodio e di conseguenza nemmeno lo stigmatizza, limitandosi alla cronaca di quanto accade dopo, con i due allenatori allontanati, il nervosismo conseguente e via dicendo. E anche nelle interviste post-partita l’allenatore della Lucchese ha ribadito come il rigore ci fosse, invece che chiedere scusa per il comportamento antisportivo dei suoi. Se il direttore di gara avesse concesso quel tiro dal dischetto nessuno si sarebbe lontanamente immaginato di non realizzarlo spontaneamente, oppure di far segnare subito dopo la Robur, per ristabilire la sacrosanta lealtà, come si è visto qualche volta (e per fortuna) soprattutto a livello giovanile. In caso di gol la Lucchese avrebbe esultato per il 3-3 e poi provato l’assalto finale a caccia di una vittoria costruita su una ignobile furbata che magari sarebbe stata poi derubricata con gli scontati «non ho visto» o «non ho capito». Invece la Robur ha vinto e di tutta questa storia resta solo la pessima figura di chi voleva con ogni mezzo ma non riuscì. (Paolo Brogi)

Fonte: La Nazione