La Nazione – I Fedelissimi e la Robur. Cinquant’anni di amore

Cinquant’anni di Fedelissimi. «Cinquant’anni di vita» per Lorenzo Mulinacci. «Avevo 16 anni quando si è svolta la prima riunione, questo è il 34° anno che ne sono il presidente». Era il 21 novembre 1970 quando il Siena Club Fedelissimi vide la luce e, piccolo aneddoto, la Robur, anche allora militava in serie D. «Un segno del destino». Ma era un calcio diverso, quello, «fatto di rapporti umani, di chiacchiere intorno a un tavolino, vissuto di persona, in cui ogni occasione era buona per stare insieme». Mica come oggi che il tifo ha traslocato sui social e il pallone parla un linguaggio diverso. «Quell’essere sanguigni schietti e genuini, oggi, mi manca a parecchio» ammette il presidente, ripensando anche a chi, a spegnere le 50 candeline non ce l’ha fatta. «Lo dico sinceramente, oggi ho pensato tanto a tutti gli amici che se ne sono andati. Niente elenco, cito solo Fabio Ciani, perché è stato l’ultimo: 50 anni di vita, il Club, anche per lui». «La famiglia, la Contrada, il Siena – prosegue Mulinacci – in questo mezzo secolo si sono intrecciati in ogni mio giorno. E sono tanti i momenti che ricordo. La promozione in B, quella in A, le trasferte oceaniche. Ma anche le promozioni dalla C2 alla C1 degli anni ’70-’80-’90. Al tempo sono state delle imprese, anche se oggi suona strano. Non eravamo nessuno». E, tornando a oggi, chi si sarebbe mai immaginato di vedere gli stadi vuoti e usare correntemente parole come dpcm, tamponi e distanziamento. Sociale, appunto. «E’ normale che si crei un distacco tra i tifosi e il calcio – afferma Mulinacci –, che, non potendo seguire la squadra o frequentare le sedi o altri luoghi di aggregazione, si assottigli ancora di più il rapporto umano di cui sopra. Sono sincero: il campionato quest’anno non mi appassiona… Mettiamola così: se dovessimo tornare allo stadio nel settembre 2021, e con la Robur in C, considerato che l’ultima partita vista è stata in C, quest’anno è come se non l’avessimo vissuto». Ha grande fiducia, il presidente dei Fedelissimi, nel Siena di Gila. «Per quel poco che si è visto, questa squadra con la D non c’entra niente. A cose normali oggi saremmo primi e con distacco. Il mister sta gestendo al meglio la rosa e ha dimostrato che è uno che di calcio ci capisce». (Angela Gorellini)


Fonte: La Nazione