La Nazione – Gonzalez: “Non dimentico quanto vissuto a Siena”

Il suo gol al Livorno, dopo appena 7 secondi, un non-record per una manciata di millesimi, aveva regalato alla Robur la ghiotta occasione di portarsi a -4 dalla capolista. Con il Gavorrano è invece arrivato un pareggio. Di fatto, però, con quel gol, l’Alessandria, nella persona di Pablo Gonzalez (nella foto), uno degli ex in maglia grigia, insieme a Gazzi, Sestu e Blanchard, il campionato lo ha riaperto. Sei le vittorie consecutive che hanno rilanciato la squadra di Marcolini, primo artefice della rimonta. «Sono contento per la rete – ci ha detto Gonzalez -, ma lo sono soprattutto per la vittoria. Un ulteriore successo che ci ha dato ancora più voglia di lottare. Siamo partiti zoppicando, ma ora stiamo crescendo, anche di testa, grazie ai risultati, siamo più liberi. La Robur ha sì perso un’occasione, ma in questo campionato, ed è anche il suo bello, non ci sono partite scontate, tutti possono perdere, pareggiare o vincere con chiunque. Noi abbiamo battuto gli amaranto che ci distanziavano di 23 punti… E credo anche che il nostro girone sia molto equilibrato. Se il campionato è riaperto per noi non lo so, ma il Livorno deve stare attento a chi è dietro».

A sei punti dai labronici c’è proprio la Robur. «Una squadra forte – ammette l’argentino -, con giocatori di livello in ogni reparto. Ha tutto per la serie B: davanti ha uomini di un’altra categoria, il centrocampo è di qualità e la difesa è solida. E gioca un bel calcio: i bianconeri non sono una sorpresa e domani ci aspetta una sfida bella tosta. Ma noi vogliamo centrare il risultato pieno per dare continuità al filotto e scalare posizioni». La ricorda sempre con piacere, Gonzalez, Siena, e quest’anno in bianconero ha ritrovato anche il suo ex capitano, Simone Vergassola. «E’ sempre stato un esempio – spiega l’attaccante -, ho imparato tanto da lui. Mi fa piacere vederlo sulla panchina della Robur: ne è sempre stato un uomo simbolo. Un grande capitano. All’andata abbiamo scambiato qualche parola, so che riuscirà anche in questa nuova avventura che ha intrapreso». «Siena non la dimentico – chiude Gonzalez -, mi ha permesso di giocare in serie A: 16 presenze per qualcuno saranno poche, per me hanno voluto dire tanto. E poi abbiamo conquistato anche la semifinale di Coppa Italia. Lì c’è nata mia figlia Pia. Una città bellissima».

Fonte: La Nazione