La Nazione – Ghezzi: “Io al Siena voglio bene Ora andiamo avanti uniti”.

Ha bussato alla porta della nostra redazione, il socio di minoranza Luciano Ghezzi, per spiegare, dal proprio punto di vista, quello che è successo domenica nell’intervallo di Siena-Pro Vercelli – ovvero la discussione con la presidente Durio e il vice Trani – e per chiedere scusa «per i termini usati, dettati dalla rabbia del momento». «Finito il primo tempo – spiega Ghezzi – mi si è avvicinato Trani con toni molto accalorati dicendomi ‘Non fare le cause, tira fuori i soldi’. No, non avevo detto niente sui giocatori o sull’andamento della partita. Credo che la sua sia stata una reazione a un episodio avvenuto prima della gara ai tornelli. Non volevano farmi entrare per un disguido nel biglietto, mi sono un po’alterato: sembrava quasi che avessi un abbonamento falso. Mi sono preso con lo steward e la cosa è stata riferita al vice presidente. Mi ha fatto male essere preso a parole davanti a tutti senza aver fatto niente, persone che mi conoscono, e quando la signora Durio mi ha detto ‘ti strappo l’abbonamento’ ci sono rimasto male e mi sono arrabbiato: lì ho usato termini che non avrei dovuto. Le chiedo scusa, ma io ho il cuore bianconero: sono sempre stato in quel posto numero 3, dietro la tribuna d’onore. Da piccolo, negli anni 30’, facevo il raccattapalle, ho giocato nei Pulcini della Robur. Sono sempre andato in trasferta. Dal 1970 al 1975 sono stato anche dirigente dell’Ac Siena di Beneforti. Che presidente sia De Luca, che sia Anna Durio, per me la Robur è la Robur. Con Ponte mi è stato chiesto di dare un contributo e l’ho fatto, 7400 euro, poi è normale che con i vari aumenti di capitale della nuova proprietà la mia partecipazione sia diminuita. Ma sono sempre un socio, sempre presente allo stadio: figuriamoci se io voglio male al Siena. Dobbiamo andare avanti uniti. E non vi preoccupate per l’anziano, a febbraio lo troverete sulle Dolomiti a sciare… Sempre forza Siena!». (Angela Gorellin)

Fonte: La Nazione