LA NAZIONE: Fedelissimi e Curva Robur su Giampaolo e Società

La sconfitta contro la Juve e l’ultimo posto in classifica hanno scatenato la rabbia dei tifosi, inferociti con allenatore e società. Il clima è rovente, in attesa della sfida di domani, che potrebbe determinare ulteriori sviluppi, come chiarito dal presidente dei Fedelissimi, Lorenzo Mulinacci: «Quello che abbiamo ribadito domenica alla dirigenza è che, in caso di sconfitta a Bologna, non vogliamo più Giampaolo sulla panchina del Siena. Personalmente non ho niente contro l’uomo, con il quale sono in ottimi rapporti. Lo ritengo un buon allenatore e mi dispiace contestarlo. Le colpe non sono da ascrivere solo al mister, ma ora come ora l’unica soluzione praticabile per dare una scossa alla squadra sarebbe cambiare guida tecnica. E’ fondamentale arrivare alla riapertura del mercato di gennaio con circa 15 punti, in modo da non perdere contatto con la zona salvezza. Gli errori di Giampaolo, comunque, sono sotto gli occhi di tutti. Lo dimostrano le ottime prestazioni contro la Juve di Ekdal e Jajalo, due elementi sin qui poco utilizzati e che senza le squalifiche di Fini e Ghezzal forse non avrebbero giocato neppure domenica. In assenza di risultati, l’inserimento dei giovani andava anticipato». Non mancano bacchettate alla società: «Il presidente – prosegue Mulinacci – domenica non era sul pullman. Il confronto lo abbiamo avuto con Gerolin, Federico e Persichetti, tre dirigenti che sembrano difettare di esperienza per gestire un momento così delicato. Troppo facile guidare la società quando tutto va bene. I giocatori, invece, sono usciti tra gli applausi perché al Siena visto contro la Juve non possiamo imputare niente sotto il profilo dell’impegno. Sosterremo la squadra anche a Bologna, ma in caso di sconfitta sarà una lunga notte». Pietro Poggi della Curva Robur ribadisce che domani i tifosi saranno al fianco del Siena ed analizza il momento di crisi dei bianconeri: «A Bologna non mancheremo. Vogliamo arrivare a gennaio ancora in corsa per raggiungere la salvezza. Gli atteggiamenti di allenatore e presidente, però, sono contraddittori. La Curva sa bene dove cercare le responsabilità. Tutto è iniziato in estate, con lo strappo poi ricucito tra Stronati e Giampaolo. In sede di mercato la società ha fatto scelte sconfessate dall’allenatore domenica dopo domenica. Se la dirigenza ha tanta fiducia nei nuovi acquisti e il mister non li utilizza, perché il tecnico non è già stato esonerato? C’è un evidente equivoco di fondo. La mia opinione personale è che la rosa sia stata notevolmente indebolita, proprio nell’anno in cui la salvezza porterebbe ad una diversa distribuzione dei diritti televisivi. Una situazione assurda, come le cessioni di Galloppa e Portanova. Invochiamo l’intervento delle istituzioni e dello sponsor che dovrebbero chiedere spiegazioni alla società. Il presidente, tra l’altro, si è sempre sottratto al confronto con i tifosi. Ci limitiamo a leggere le sue interviste, puntualmente smentite dai fatti». (Giacomo Luchini)
Fonte: La Nazione