La Nazione: Difesa in tilt e la Robur si arrende

COMINCIA male l’avventura del Siena, battuto a domicilio da un Milan non irresistibile e sta qui tutto il rammarico della compagine bianconera. Perché quella di Leonardo è sembrata una squadra tutt’altro che micidiale, ma quando in attacco non pungi e in difesa commetti errori grossolani alla fine, contro certi avvesari, soccombere è inevitabile. Marco Giampaolo ha provato a metterla sulla velocità e sul ritmo e non a caso al fischio d’inizio in campo è sceso Ghezzal e non l’annunciato Paolucci. Con Jarolim dietro le punte e il trio Vergassola, Codrea e Fini in mediana la Robur ha iniziato a far girare palla rapidamente, pressando fin dalla trequarti e creando qualche imbarazzo ai rossoneri. Tanta corsa ma pochi rischi per Storari, poi dopo i primi 5-10 minuti è uscito il Milan con il suo palleggio e la Robur si è vista costretta a rinculare. Ecco quindi che è venuto fuori il tallone d’Achille del Siena, quella difesa quasi in bambola davanti alle triangolazioni degli avversari. Curci ha dovuto ipnotizzare il solissimo Jankulovski, Pato l’ha messa dentro ma in posizione di fuorigioco, poi lo stesso brasiliano, servito da Ronaldinho, ha sfondato a sinistra segnando l’1-0. Dopo lo svantaggio il momento migliore di un Siena che ha reagito con rabbia, trovando nello spazio di cinque minuti il pari grazie a Ghezzal, abile a ribadire in rete la respinta di Storari su tiro in diagonale di Jarolim. Poco altro fino all’intervallo. Al ritorno in campo la svolta della sfida con il Milan che è rientrato caparbio, stringendo il Siena alle corde e approfittando di un altro svarione difensivo per segnare, dopo meno di tre minuti, il 2-1 ancora con Pato. Da qui in poi le sostituzioni di Marco Giampaolo, dalla doppia Ekdal-Paolucci al posto di Codrea e Fini con Ghezzal che è passato a fare il trequartista, fino al cambio della disperazione, arrivato a dieci minuti dalla fine quando nella mischia è stato gettato anche Reginaldo (fuori Jarolim) per un Siena a quattro punte che però ha fatto il solletico al Milan. In pratica in tutta la ripresa solo un bel diagonale di Maccarone su assist di Vergassola con mira di un metro sbagliata e niente più. Un po’ pochino considerando quelli che sono i limiti della retoguardia del Milan.
Non è ovviamente il caso di disperare dopo una sola partita, ma i difetti di questa Robur si sono già un po’ intravisti, a cominciare da un reparto arretrato che senza Portanova sembra aver perso sicurezza e lucidità. In attacco poi ci si affida alla velocità di Reginaldo a dieci minuti dalla fine, puntando forte sull’onesto Jarolim che garantisce impegno, copertura ma non ha certo l’ispirazione che un trequartista dovrebbe avere. Insomma la sensazione è che ci sia da lavorare ma niente drammi: obiettivo Cagliari. (Paolo Brogi)