La Nazione – Aramu: “Giocare con il coltello tra i denti”.

Lavoro, calma, convinzione e spietatezza, una frase, quella di Mattia Aramu (nella foto), che riassume il concetto: «A Lucca avremo il coltello tra i denti». Come è andata la ripresa? «Ci siamo allenati bene, consapevoli che dobbiamo fare meglio, perché ne abbiamo la possibilità. Autocritici, concentrati. Credo che tutti, in carriera, abbiamo attraversato momenti del genere e per uscirne non c’è altra medicina che il lavoro. Io almeno, non ne conosco altre». ‘Momento del genere’, cioè? «Un momento in cui ci manca il risultato e un pizzico di fortuna. Perché a livello di prestazione non siamo mai mancati. Nessun avversario, in otto partite giocate, ci ha mai messo sotto e forse è per questo che, come è successo domenica con la pro Vercelli, ci rimaniamo peggio. Dobbiamo rimanere calmi e già da Lucca tornare a fare risultato». Lucchese che è ultima, ma con una penalizzazione di 11 punti… «Agli avversari non dobbiamo proprio guardare. Che sia la Lucchese, che sia un’altra squadra, dobbiamo rimanere concentrati su noi stessi, consapevoli che ogni partita è difficile. Sappiamo cosa dobbiamo fare e riproporlo in campo». A questo Siena non manca la stoccata finale? «Sono gli episodi che contano. Nobile, domenica, ha compiuto un paio di interventi che se la palla fosse entrata staremmo qua a parlare di un’altra partita. E’ vero, dovremmo concretizzare di più le occasioni che ci capitano, come abbiamo fatto contro il Pisa, riuscendo a passare in vantaggio e a tenere l’1-0. Ma sono i risultati che ti fanno vedere spesso un’altra partita». E la classifica, come la vedete? «Non la guardiamo. Con tutti i recuperi ancora da giocare e otto giornate disputate è troppo presto. Lo faremo alla fine del girone di andata». Lei, Aramu, sta facendo bene, pur impiegato in ruoli diversi. «Sì, ho avuto un calo nelle prime gare perché non giocavo da tanto, ma dalla partita con la Juve B ho iniziato a ingranare. Ora sto bene, con l’unico obiettivo di dare una mano alla squadra. Il ruolo non è un problema: ho iniziato seconda punta, ora gioco trequartista, ma cambia poco, perché come vuole il mister sono io che mi cerco lo spazio per fare male all’avversario». Il cambio di modulo? «E’ andato bene, ma il sistema di gioco è relativo: conta la testa, è quella che fa correre e se corri vinci». Un suo giudizio sul girone? «Difficile, con tante squadre attrezzate. Poi, per quello che si è visto, contro di noi cercano tutte il partitone, quando vengono al Franchi si chiudono per ripartire…». In effetti anche la Pro Vercelli, pur tra le candidate alla promozione, non è venuta propriamente all’arrembaggio… «Eh, ma tanto lo sappiamo che è così. Per questo dobbiamo essere bravi a portare l’episodio dalla nostra parte». (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione