La Nazione – Anna Durio: “«Io e la mia Robur non molliamo»

Se ne è andato il 2018, portandosi con sé dodici mesi intensi, stracarichi di emozioni. Nel bene e nel male. Avanti, ora, 2019.

Presidente Anna Durio, un bilancio dell’anno che è appena terminato.
«Non poteva finire in maniera peggiore. Non ci sono parole quando perde la vita un ragazzo di 17 anni. Arturo era presente alla mia prima conferenza alla guida della Robur, il 23 luglio del 2016, ed era presente all’ultima partita, a Piacenza, con suo padre. Almeno ha visto vincere il suo Siena. La squadra è rimasta toccata dalla tragedia, i ragazzi sono stati i primi a volergli rendere omaggio. Il loro, un dolore sincero. Credetemi quando vi dico che questo gruppo è fatto di ottimi giocatori, ma soprattutto di grandi uomini. Per il resto, per quanto valga, la prima parte di stagione è stata esaltante, almeno fino a Catania. Poi siamo entrati nel vortice, difficile da metabolizzare quanto è successo in estate. Ma siamo ripartiti più carichi di prima, anche se in ritardo. Non dimentichiamo che abbiamo svolto il ritiro con la Berretti…».

Cosa le ha insegnato l’estate che ha vissuto?
«Toccare il fondo non è bastato, ci siamo ritrovati a scavare. Non mi hanno tolo la voglia di combattere, ma la delusione è stata tanta. Ho sempre pensato, forse ingenuamente, che il calcio fosse fatto di passione, di valori sportivi. Mi sono accorta che è un’altra cosa, che è solo un insieme di interessi personali. Io mi piego, ma non mi spezzo».

E non è finita: il 31 gennaio verranno decisi i criteri per i ‘nuovi’ ripescaggi in B. Cosa si aspetta?
«La paura che dovremo continuare a scavare c’è. Mi auguro di no. Oltre al danno, sarebbe una beffa, dopo quello che ci hanno fatto. Mi batterò perché alla fine della prossima stagione dalla B retrocedano quattro squadre e che non abbiano diritto a essere ripescate: durante tutta l’estate mi sono sentita dire, da più parti e a più riprese, che i ripescaggi non sono un diritto, che i campionati si vincono sul campo. Ecco, allora sul campo si retrocede anche. Fin dall’inizio ho sempre lottato per il Siena, ma anche per la giustizia, per il rispetto delle regole».

Cosa, da presidente del Siena, la rende più orgogliosa del 2018?
«Aver regalato alla Robur un campo di allenamento, una sua casa, per la prima volta nella storia. Ma anche aver raggiunto la semifinale play-off. Il momento più bello Catania: mentre noi soffrivamo al Massimino, so che al Franchi tantissimi tifosi hanno lottato insieme a noi e hanno gioito con noi. Queste sono le immagini del calcio che mi piacciono».

A proposito di tifosi: anche per loro il 2018 è stato difficile…
«Sono dispiaciuta per quello che è successo, ma io su certe cose non posso farci niente. La scorsa stagione il Siena è riuscito a riportare entusiasmo allo stadio e gente in trasferta, un nostro obiettivo. Anche quest’anno, con gli ultimi risultati, credo che abbiamo dimostrato di non essere così incompetenti e che la squadra aveva bisogno di tempo. Chi ha creduto in me lo ha fatto fin dall’inizio».

Quando si è insediata ha parlato di progetto triennale e questo è il terzo anno.
«Sì, ma il primo sappiamo tutti come è andata, sono dovuta partire a settembre e sono andata avanti tra mille ostacoli. Dal mio punto di vista in B ci sono arrivata un anno e mezzo prima del previsto. Perché io mi sento di aver portato il Siena in serie B. Ce l’ho messa tutta fin dall’inizio».

Se a fine stagione la Robur fosse ancora in C, Anna Durio sarebbe disposta a proseguire?
«Io sono qui e non ho intenzione di mollare, ma fare calcio con l’attuale sistema normativo è difficile, soprattutto per chi ci mette i propri soldi».

Ha più volte detto di essere aperta all’entrata di nuovi soggetti: ha avuto dei contatti?
«Noi siamo aperti, a livello di sponsor, di ingressi in società o quant’altro, ma solo per chi vuole il bene del Siena. Chi mira solo a interessi personali stia lontano dalla Durio. Sì, qualche millantatore c’è stato, soprattutto quando la B sembrava a un passo. Comunque, se qualcuno vuole farsi avanti, lo faccia con me e non tramite i giornali…».

E’ arrivata pochi giorni fa anche l’archiviazione per la vicenda Ponte. Con le altre cause pendenti a che punto siamo?
«Sono sempre stata certa di quello che ho firmato e di quanti soldi ho sborsato. Ho sempre creduto nella giustizia e mi sarei meravigliata fosse andata diversamente. Le altre sono tutte ancora aperte. Mi dispiace perché i soldi spesi in avvocati avrei potuto usarli meglio per la Robur».

Sta per aprire il mercato…
«I migliori acquisti li abbiamo in casa. Poi vaglierò a seconda di quello che mi diranno i direttori».

Un augurio per il 2019?
«Vorrei vedere meno egoismo e più umanità e più correttezza nello sport. E spero che il Siena riesca a riprendersi quello che gli è stato tolto». (Angela Gorellini)

Fonte. La Nazione