La Nazione – Anna Durio e la Robur tra ieri, oggi e domani “Puntiamo al Massimo”

Una nuova avventura per la gloriosa maglia bianconera. Rimpianti e speranze in un colloquio franco e diretto come è nelle corde della Presidente.
Presidente può tracciare un bilancio dei tre anni alla guida della Società?
«Pur tra mille difficoltà provocate anche da chi non ti aspetti, considero l’esperienza positiva per quanto ho imparato, per le emozioni vissute e per i rapporti anche umani che si sono creati. E’ mancata la più che meritata promozione, ma da oggi siamo di nuovo in campo con immutata passione e determinazione».

Oltre alla Società si è dovuta impegnare in tanti processi nei tribunali: quali si sono conclusi e quali sono in itinere?
«Ci sono state positive conclusioni che hanno visto approvate le nostre istanze. Alcune legate al turbolento acquisto della Società. Altre sentenze sono state appellate e dovremo attendere il 2021 per la conclusione».

Il vergognoso voltafaccia sui ripescaggi di un anno fa, che danneggiò non poco la Robur, comportò anche esborsi economici che, visto l’esito, erano non dovuti: le somme indebitamente percepite sono rientrate?
«Quelle relative ai depositi obbligatori sono state restituite. Insieme ad altre Società di serie C abbiamo in essere un ricorso al Consiglio di Stato per ottenere il risarcimento per il danno materiale subito».

Come ha preso l’esternazione dell’ex Commissario Fabbricini che recentemente, a proposito dei mancati ripescaggi, ha detto che se tornasse indietro non lo rifarebbe…?
«Le decisioni prese in maniera difforme alle regole che liberamente la Lega si era data, suonano ancora come offesa al diritto sportivo e non solo. Quello che ha fatto più male è stato il silenzio della stampa nazionale e talvolta l’adesione acritica da parte di organi superiori a decisioni ingiuste e sbagliate».

I vertici della Lega Pro sono cambiati; in ruoli apicali si trova ora una donna, la Capotondi, stimata come persona seria e preparata. Che ne pensa?
«Qualche segnale di cambiamento lo si avverte. Dopo il disastro del 2018 tutti ci auguriamo che ci si diano date regole certe e trasparenti e che non venga mai più violata la certezza del diritto».

Che ne pensa delle divisione dei gironi così come è stata concepita quest’anno?
E dello strapotere economico e, forse, tecnico del Monza?
«Siamo inseriti nel girone A, come la passata stagione e mi sembra cosa normale. Circa gli avversari la squadra di Galliani e Berlusconi è stata costruita per stravincere ma come al solito sarà il campo che darà le sentenze. Non sempre avere i nomi importanti comporta il dominio sulle altre concorrenti».

Tre anni fa avete trovato una Società in buona parte distrutta. Lei e suo figlio avete sempre definito fondamentale la riorganizzazione: a che punto siamo?
«Stiamo andando nella direzione giusta, con definizione di ruoli autonomi ma funzionanti in sinergia tra di essi. Abbiamo finalmente un campo per gli allenamenti. Il settore giovanile è stato praticamente ricostruito, da avere un squadra e mezza siamo passati ad averne 6 tutte competitive (under 13 e under 16 le novità), oltre la collaborazione col Siena Nord e ora abbiamo anche il settore femminile».

E’ apprezzato il suo impegno nel ‘sociale’ specie per l’attenzione ai diversamente abili
«Questa è una caratteristica mia e della mia famiglia. Le due squadre del c.d ‘Quarta Categoria’ (Le Bollicine di Siena e il San Prospero a Correggio di Reggio Emilia) ci stanno dando soddisfazioni e insegnando tanto. Dispiace non poterle seguire come vorrei. Un mondo dove si concretizzano valori importanti e per il quale abbiamo avuto anche dei riconoscimenti».

Quali sono i rapporti con le istituzioni senesi
«Procediamo in piena autonomia ma, nei casi di bisogno, ho sentito la vicinanza. Magari qualche volta la burocrazia ha ritardato le realizzazioni ma non dipende certo dai vertici».

Il Franchi mostra segni di vetustà: crede che a breve necesiteranno dei ritocchi.
«Per ora va bene così. Se cresceremo saranno valutate le eventuali nuove necessità con il Comune di Siena che è il proprietario».

Si esprima sui pregi e sui difetti dei senesi
«L’orgoglio e l’attaccamento alla città sono doti importanti. Talvolta però, forse per il ricco passato della città, sembra che tutto ciò che viene ottenuto sia solo un ‘atto dovuto’. E invece è il momento, in ogni campo, di rimboccarsi le maniche e ricostruire ciò che è stato perduto. Il pregio lo vedo nel fatto che ad una apparente chiusura, se riesci a conquistare i senesi con i fatti, con la passione e la condivisione ti sanno dare affetto profondo».

In alcune interviste sue e di suo figlio, tempo fa si parlò di sperabile ingresso di nuovi soci. Ci sono difficoltà?
«Nessuna! Però siamo sempre stati aperti a collaborazioni serie da parte di persone serie che come noi desiderino solo il bene della Robur».

Quali sono i rapporti con la tifoseria, i Club, stampa , radio e tv?
«Pur in una dialettica talvolta anche aspra sono soddisfatta del rapporto personale e della Società che ho con tutti. Ma tutto è perfettibile per coinvolgere sempre più i tifosi e la città. Magari per gli abbonamenti 2019/20 mi aspettavo qualcosa di più».

Che obiettivi di classifica si pone la Robur ?
«Ci piacerebbe disputare un campionato di elevato livello e perciò giocarcela nelle prime 4/5 posizioni. Se poi saremo bravi e fortunati magari ci potremmo concedere qualche sogno in più».

Cosa le è mancato e le manca tutt’oggi per dichiararsi pienamente soddisfatta dell’esperienza?
«Intanto la serie B che virtualmente sul campo abbiamo raggiunto. E non torno agli ‘errori’ del passato che ci hanno condannato. Ma soprattutto la tranquillità: poter lavorare in serenità dedicandomi alla Società e alla squadra mentre troppo tempo e risorse sono state spese per avvocati e tribunali».

Ha la percezione di aver convinto anche i più scettici dell’ottimo lavoro che sta facendo per la Robur?
«Forse sì. Del resto non puoi essere gradita e simpatica a tutti. L’importante è dimostrare serietà ed impegno, cosa che di certo non mi è mancata».

C’è un calciatore al quale è particolarmente legata tra quelli che hanno lasciato la maglia bianconera?
«Una mia caratteristica è quella di affezionarmi a tutti i ragazzi vedendoli a volte quasi da mamma, perciò non ho preferenze evidenti, ma e normale che ci siano giocatori con cui abbiamo condiviso più tempo e emozioni».

Quali sono i sogni nel cassetto per se stessa, per la famiglia e per il suo impegno presidenziale?
«Per me, in primis, la buona salute: per la vita che faccio è indispensabile. E poi vorrei vedere mio figlio felice (sogno di ogni mamma); per il calcio di conquistare altri palcoscenici con Siena e vivere nel mondo del calcio a tutti gli effetti». (Senio Sensi)

Fonte: La Nazione