La Nazione – Anna Durio: “Anche io ho argomenti validi per parlare di estorsione”

Sono passati sette mesi dalla prima apparizione di Anna Durio a Siena. Tanti ne sono serviti affinché potesse dirsi presidente della Robur. Tanti gli interrogativi che giorno dopo giorno hanno animato la lunga operazione. 

La prima domanda allora è: ‘Perché non ha comprato la società a febbraio?’.
«Perché Ponte voleva recuperare i suoi soldi: la cifra che chiedeva, considerando che il club era una scatola vuota, era assurda. Io non volevo darglieli. Gli ho così proposto di trovare una formula che intanto potesse evitare il fallimento. Solo che poi non è stato rispettato niente». 
Non crede di aver gestito la cosa con troppa ingenuità? 
«Ingenuità direi di no, probabilmente non mi aspettavo che ci fosse una macchinazione alle mie spalle, come poi ha dimostrato la realtà dei fatti. Sapevo di non avere davanti Sant’Antonio e altri santi, ma da lì a immaginare quello che sarebbe poi successo…».
Come risponde alla denuntiatio di Ponte? 
«Lui dice che gli è stata estorta la firma, ma anche io potrei avere argomenti validi per parlare di estorsione. So di aver agito sempre nella legalità, con testimoni a dimostrarlo, non ho paura di niente». 
Il suo arrivo a Siena ha connotati politici? 
«No, assolutamente no. Non mi ha chiamato nessuno, non ho contatti con nessuno. In città ho conosciuto tanta gente, di diversa appartenenza. Il mio primo rapporto con Siena è stato grazie a Coppola, mio giocatore al Rapallo Bogliasco e a Morgia che mi hanno fornito dei contatti». 
Come spiega l’acquisizione del diritto di superficie dei terreni della Polisportiva Mens Sana? 
«Semplicemente: quando sono arrivata mi sono subito mossa per trovare degli spazi per creare un campo di allenamento. Ho parlato con l’allora presidente della Polisportiva Antonio Saccone: dove vanno i soldi non lo so e non mi interessa. Tra l’altro successivamente ho trovato altre soluzioni per poter poi dotare il Siena di una struttura adeguata, due soluzioni una meglio dell’altra. Quindi quei terreni li utilizzerò per altre cose, una foresteria, una lavanderia, magari una piscina. Poi stiamo parlando di 5000 euro all’anno per trent’anni…». 
Appoggia l’idea di una polisportiva? 
«Trovo giusta una collaborazione tra le realtà sportive del territorio, non vedo perché non dovrebbe esserci. Però no, non sono venuta a Siena con l’intento di mettere su una Polisportiva». 
Il settore giovanile? 
«Una società solida non può prescindere da un Settore giovanile all’altezza. Ci teniamo e faremo del nostro meglio, magari creando delle sinergie con le scuole calcio del territorio». 
Lo sponsor? 
«Ne avremo tre».

Angela Gorellini

Fonte: La Nazione