La memoria non si cancella, ma qualcuno dovrebbe arrossire

 

Ieri sera si è disputato il Memorial Paolo De Luca, organizzato dall’AICS Siena.

Onore e merito a questa associazione che, per il quarto anno consecutivo, ha ricordato il Presidente del Sogno nel luogo in cui è nata la sua, la nostra, Lucida Follia.

Eravamo presenti alla serata, insieme a Ciro De Luca che, ancora, una volta è partito da Napoli per essere presente ad un momento che ricordava suo padre, il più grande dirigente della storia della Robur, un personaggio che ha fatto la fortuna, e non solo sportiva, del Siena e della città.

Nonostante la piacevole serata siamo stati presi da una profonda amarezza, da una rabbia sempre maggiore, nel constatare come Siena, la nostra grande città, niente abbia fatto per riconoscere gli indubbi meriti che Paolo De Luca merita.

Nell’anno della promozione in serie A, evento inimmaginabile anche per il più accanito dei tifosi, tutti ci aspettavamo che la Città di Siena gli manifestasse la propria riconoscenza, ma ancora una volta, preferì volgere le proprie attenzioni verso altre realtà, riservando a De Luca qualche targa, che non si nega mai a nessuno, e una medaglia in occasione della presentazione della squadra che avrebbe difeso i colori bianconeri nella sua prima esperienza in serie A.

E così negli anni successivi, fino al giorno della sua scomparsa e anche oltre, in un silenzio imbarazzante, come se De Luca non fosse mai esistito.

Se non era per i tifosi, per il Siena Club Fedelissimi, non avrebbe avuto nemmeno una tribuna intitolata a suo nome.

Troppo poco per un personaggio che tanti vantaggi ha portato alla nostra città. Basterebbe il merito di essere riuscito a trascinare migliaia di persone nella costruzione di un sogno per riconoscergli quella attenzione e quel rispetto che mai gli è stato riconosciuto, ad eccezione – non sempre e non da tutti – dai tifosi.

Non un torneo degno del personaggio ( e grazie ancora una volta all’AICS), non una manifestazione, non un riconoscimento, anche se postumo, il tutto in una città in cui eventi e manifestazioni sono all’ordine del giorno e in cui si fatica a trovare personaggi credibili a cui assegnare i vari riconoscimenti che elargisce a piene mani.

Paolo De Luca, purtroppo non c’è più, ma di lui resta il ricordo, la memoria. Se ancora oggi ne parliamo è segno di un popolo che non dimentica, che ha memoria, forza e volontà di andare avanti nel segno da lui tracciato.

Nessuno riuscirà a cancellarne la memoria, ma in tanti dovrebbero arrossire pensando a lui. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online