Tre società sportive senesi, Asta Taverne, Mazzola e San Miniato, chiedono al presidente del Siena Simone Giacomini un incontro – rendendosi disponibili, in caso di assenso, a contattare anche le altre realtà calcistiche del territorio – per “trovare una soluzione comune soddisfacente per tutti” in merito alla costruzione delle rose delle squadre giovanili della Robur, che avvia quest’anno il vivaio dopo l’anno di stop forzato. Lo fanno tramite una lettera, inviata curiosamente solo alla stampa e non alla società bianconera, in cui segnalano “una grave anomalia” riscontrata in questi giorni.
“I futuri responsabili del suo nuovo settore giovanile, legittimamente ma con poca professionalità – si legge nella nota – contattano indistintamente tutti i nostri giovani tesserati e financo le rispettive famiglie per cercare di portare i medesimi nella sua società”. Non certo una novità, a dire il vero, nel mondo del calcio, ma “fino a che le telefonate vengono eseguite da società dilettantistiche come le nostre poco male, siamo abituati e cerchiamo di porvi rimedio – aggiunge la lettera – quando però chi telefona rappresenta una società di calcio con un gloriosissimo passato di professionismo troviamo il fatto sbagliato nel metodo”.
“Sarebbe stato preferibile che i suoi responsabili, congiuntamente ai nostri, si fossero messi a sedere per sviluppare al meglio la situazione nell’ottica di trovare una soluzione comune soddisfacente per tutti”, prosegue il comunicato, firmato dai responsabili del settore giovanile di Asta Taverne (Dino Buzzegoli), Mazzola (Simone Borsi) e San Miniato (Simone Gasperini), che “potranno essere contattati fin da subito per organizzare una riunione per parlare della questione”, conclude la lettera.
