La Lega Pro nel caos Tavecchio è furioso Macalli via dalla Figc

Ventiquattrore dopo, i componenti del Consiglio direttivo di Lega Pro ancora non schiodano. Giurano di aver firmato la lettera di dimissioni, tutti. Ma la tengono nel cassetto finché la Figc non gli autorizza quella strana operazione contabile con cui volevano garantire parte della quota di iscrizione (200mila euro) di tutte e 60 le società: un «gruzzoletto» di 12 milioni finanziato dal Credito Sportivo e utilizzato dalla governance della Lega per agevolare l’iscrizione dei club alla stessa… Lega. Incredibile, no? Operazione elettorale (inutile) o finanza creativa, comunque «irricevibile» per la Figc, che reclama normalissime fideiussioni bancarie anche per quei 200mila euro.

DECADENZA Tavecchio non ne vuole sapere. È furibondo, prima i suoi appelli a Macalli e compagni per un «sussulto di dignità» sono caduti nel vuoto (a parte i passi indietro di Lombardi e Ferretti), ora il Consiglio direttivo della Lega Pro, di fatto esautorato dalla bocciatura del bilancio, si permette perfino di ricattarlo, lui che lo ha tenuto in vita per mesi, ricordandogli in una lettera inviata in Figc di «aver condiviso questo sistema di garanzie con alcune componenti federali», mentre qualche altro membro del Consiglio starebbe valutando addirittura di citare la Figc per danni. Troppo poco per spaventarlo. Tavecchio va dritto verso il Consiglio federale di martedì, che a questo punto, oltre a risolvere la questione fideiussioni, voterà la decadenza del governo della Lega Pro (e, contestualmente, la decadenza di Mario Macalli da vice presidente e consigliere federale) e nominerà un commissario (e due vice) fino a nuove elezioni, da celebrarsi a griglie completate (non prima di fine agosto).
Un autorevole magistrato al di sopra delle parti: è il commissario che sta cercando Tavecchio.
Non sarà quel Salvatore Lombardo, per anni vice di Macalli, dato tra i papabili: troppo legato al vecchio sistema anche per occupare una delle due poltrone di vice, cosa invece assai probabile.
Le elezioni avranno un candidato favorito: Gabriele Gravina front man dell’opposizione a Macalli ispirata da Francesco Ghirelli. A meno che non si scelga un volto nuovissimo.

Fonte: La Gazzetta dello Sport