LA GAZZETTA: Stronati: «Giampaolo? Deve cambiare testa»

Per ora si vuole cambia­re la testa dell’allenatore, per cambiarlo tutto si attende che passino le partite con Bologna e Lazio. Ma se a Siena s’imporrà il volere della piazza, allora Giampaolo potrebbe essere li­cenziato in caso di sconfitta a Bologna. «Se si perde, non lo vo­gliamo più vedere», hanno ordi­nato i capi ultrà dopo il confron­to con il d.s. Gerolin. Siena è tut­ta un palio. Da una parte il presi­dente Giovanni Lombardi Stro­nati con i dirigenti (Gerolin e il team manager Federico), dal­l’altra il tecnico Giampaolo, dal­l’altra ancora i tifosi, furibondi con società e allenatore, al pun­to da imporre un lungo confron­to con i dirigenti nel post gara. In mezzo la squadra, risparmia­ta dalla protesta e ancora dispo­sta a seguire il tecnico («Giam­paolo è uno del gruppo e noi sia­mo con lui», dice Maccarone).
Il presidente Lombardi Strona­ti, contestato nel secondo tem­po, ha lasciato lo stadio alle 18.20, con famiglia al seguito e scorta. Dopo la gara, il presiden­te si è riunito con Gerolin e Fe­derico. Giampaolo è conferma­to per un’altra settimana: Bolo­gna e Lazio orienteranno il suo destino, anche se Stronati Lom­bardi per ora ufficialmente non prende in considerazione l’eso­nero: «Giampaolo soffrirà con noi fino all’ultimo. Non mi pia­ce licenziare i tecnici, ma deve capire che il calcio non è solo schemi. Bisogna considerare le qualità tecniche dei giocatori. Ekdal e Jajalo sono stati bravis­simi contro la Juve, ma lui fino­ra li ha utilizzati poco. Altri gio­vani meritano fiducia, come Larrondo e Paolucci, ma lui uti­lizza sempre gli stessi. Il Siena ha giocato le finali Primavera, però Giampaolo non lancia i giovani. Ci ha spinto allo scam­bio Portanova-Terzi e non è sta­ta una grande idea».
Giampaolo Il tecnico, squalifica­to, ha seguito la gara in una tri­bunetta. Ha affrontato i tifosi nel dopo gara. Un filo di barba, molta rabbia in corpo, spiega: «Peccato sia finita così perché un pari ci avrebbe dato morale. Cambiare testa? Io vado avanti con le mie idee. Altrimenti ci pensi il presidente a fare la squadra». Paolucci, uno dei gio­catori che divide Stronati e Giampaolo, fa: «Ora sarebbe troppo facile sparare nel muc­chio. Io però posso camminare a testa alta. Sono il primo ad ar­rivare al campo e mi alleno sem­pre con il massimo impegno». Da oggi, tutti in ritiro. (Stefano Boldrini)
Fonte: La gazzetta dello Sport