La Gazzetta: Siena vola con Calaiò

Roma come il Barcellona? Sì, ma quello di questo periodo… Dopo il 4-0 all'Inter, la squadra di Luis Enrique vive l'ennesiva involuzione di questa stagione: finisce 1-0 contro un Siena che vince con pieno merito con il decimo gol stagionale di Calaiò ed esulta per i tre punti preziosi nella lotta per la salvezza. Sfuma così l'atteso sorpasso all'Inter. L'andamento della stagione dei giallorossi ha forma sinusoidale: prende tre gol (a zero) a Firenze, poi pareggia con la Juve e vince a Napoli; ne rifila cinque al Cesena, poi pareggia in casa con il Bologna e ne prende quattro a Cagliari; i quattro li restituisce all'Inter, e poi…

la partita— Luis Enrique ripropone la squadra che ha schiantato l'Inter. Le varianti sono il diciannovenne Viviani in regia al posto dello squalificato De Rossi e i terzini: Rosi a destra e José Angel a sinistra, con Taddei in panchina insieme a Osvaldo e Bojan. Davanti è confermato il trio Totti-Lamela-Borini. Sannino manda in panchina D'Agostino, per puntare sulla solidità del blocco Gazzi-Vergassola; Giorgi a destra, Brienza a sinistra; difesa confermata e attacco con Destro e Calaiò.

tre occasioni— E' una Roma in formato Barcellona, dicevamo, ma soprattutto per gli svarioni difensivi. Troppa la foga di riproporre l'azione, e parecchi errori in impostazione con la squadra sbilanciata e gli attaccanti del Siena che vanno a nozze. O meglio, ci andrebbero volentieri, se la mira fosse quella giusta. Per esempio al quarto d'ora: l'azione ricorda molto quella che ha portato al raddoppio l'Osasuna contro i blaugrana nell'ultima partita di Liga. Pasticcio in fase d'impostazione, squadra scoperta sul lato sinistro (Abidal da una parte, José Angel dall'altra) e via libera per l'inserimento dell'avversario. In quel caso la giocata portò al raddoppio di Lekic, in questo Calaiò manda alto da buona posizione. Sono tre le occasioni-gol nette per i toscani nei primi 45': le altre due capitano a Destro, che per due volte manda a lato (un pallonetto al 9' dopo un'incomprensione Juan-Stekelenburg; un destro al volo al 23' su assist di Giorgi). E la Roma? Molto possesso, ma anche troppa confusione. Viviani non ha (ovviamente) il dinamismo e l'esperienza di De Rossi e tende a tenere troppo basso il baricentro. E nella trequarti avversaria si cerca sempre il tocco di troppo. Con un Siena che si chiude compatto servirebbe un po' meno fioretto e qualche colpo di cannone in più. Ma a parte qualche dialogo vellutato tra Totti, Lamela e Pjanic, puntualmente intercettato dalle maglie bianconere, si vede davvero poco.

gol partita— Luis Enrique apre la ripresa con un cambio: fuori Juan, che ha accusato un problema all'inguine, dentro Kjaer. Sarà il caso, sarà la sfortuna, ma dopo 5' è proprio il neo entrato a commettere l'errore che risulterà decisivo: bell'assist di Calaiò per Destro, che cade in area sul contatto con il lungo danese. Dal dischetto Calaiò non sbaglia e firma il decimo gol stagionale: uno dei più pesanti di quest'anno. Luis Enrique corre ai ripari: out Totti (già ammonito nel primo tempo), dentro Bojan. Poi anche Osvaldo per Simplicio: dentro quattro punte potenziali. Emblematico è il fatto che in chiusura di partita, negli ultimi minuti, con tutte le punte che ci sono, il centravanti sia Kjaer: a sottolineare meglio di ogni altro dato la mancanza di idee e la sterilità offensiva. Sannino risponde colpo su colpo: fuori Destro, Calaiò e Giorgi, che hanno fatto un lavoro super, anche in copertura, dentro Grossi, Angelo e Parravicini. Oltre a un destro di Borini parato senza nemmeno troppi problemi da Pegolo, e qualche mischia, non si registrano tiri in porta dei giallorossi. Onore a Rossettini, Terzi e soci, che giocano una gara senza sbavature e all'impostazione tattica perfetta di Sannino. Alla fine è solo Mezzaroma ad esultare.

Fonte: Gazzetta.it