La Gazzetta dello Sport – Il rigore sbagliato condanna il Siena

VARESE (4-4-2) Bastianoni 6,5; Fiamozzi 6, Rea 6,5, Trevisan 6, Grillo 5,5; Zecchin 5,5, Barberis 6, Damonte 5,5, Di Roberto 5 (dal 21s.t. Falcone 6,5); Neto Pereira 6,5 (dal 43' p.t. Forte 7), Pavoletti 6,5 (dal 47 s.t. Ricci s.v.). PANCHINA Milan, Ely, Caetano, Bjelanovic, Momenté, Laverone. ALLENATORI Belluzzo-Bettinelli 7.

SIENA (4-2-3-1) Lamanna 6,5; Angelo 5,5, Dellafiore 6, Damonte 4,5, Feddal 5,5; Vergassola 6 (dal 33' s.t. Bedinelli s.v.), Valiani 6; Rosina 5, Giacomazzi 6, Scapuzzi 6 (dal 38' p.t. Fabbrini 4,5; dal 27 s.t. Cappelluzzo 5,5); Rafa Jordà 6. PANCHINA Farelli, Pamic, Ceccarelli, Milos, Morero, Schiavone. ALLENATORE Beretta 5.

MARCATORI Pavoletti su rigore al 23', Falcone su rigore al 51s.t.
ARBITRO Gavillucci di Latina 5. GUARDALINEE Ciancaleoni 5,5-Chiocchi 6.

ESPULSI Feddal (S) al 50' s.t. per doppia ammonizione (entrambe per gioco scorretto).
AMMONITI Fiamozzi (V) e Valiani (S) per gioco scorretto; Bastianoni (V) per comportamento non regolamentare.

NOTE paganti 3.239, incasso di 4.721 euro; abbonati 2.187, quota di 13.781,81 euro. Tiri in porta 5-2. Tiri fuori 3-4. In fuorigioco 2-6. Angoli 5-2. Recuperi: p.t. 2', s.t. 7.

DAL NOSTRO INVIATO ALEX FROSIO VARESE
Come nei reality: Varese, per te il campionato continua; Siena, sei fuori. E come nei reality c'è la sceneggiata. La manda in onda Beretta, che per uno scatto di nervi perde per un attimo la meritata reputazione di allenatore bravo ed educato oltre che un campionato comunque miracoloso. Tornato per la prima volta da ex a Masnago, il tecnico del Siena al fischio finale indirizza qualche «vaffa» e un gestaccio alla tribuna. Qualche secondo prima aveva lasciato ogni speranza playoff su quel prato. Più precisamente sul palo della porta dietro cui erano sistemati i tifosi toscani. Quello colpito da Rosina sul rigore – come all'andata – che a quel punto, era il43' s.t. (ingenuo fallo di Grillo sullo stesso Rosina), avrebbe dato al Siena il pareggio e dunque il punticino sufficiente per agganciare gli spareggi. Rosina, ex Toro, come Cerci. Solo che all'attaccante azzurro, alla fine, è andata bene. Il Siena e il suo numero 20 invece si fermano qui.
Buttare un campionato così, dopo la penalizzazione (senza la quale il Siena avrebbe quasi meritato la A diretta) e i tanti problemi societari, giustifica delusione e frustrazione. Soprattutto considerando che la vittoria, a conti fatti, poco serve al Varese, comunque costretto al playout. Ma i tre punti, che ai biancorossi mancavano da 8 partite (7 sconfitte di fila e un pareggio in due mesi), sono un segnale forte che va oltre la contabilità. La squadra con Bettinelli in 11 giorni sembra rinata, almeno sul piano della volontà e dell'applicazione. Non è il Varese di Sannino o Maran, sia chiaro, anche se il 4-4-2 è lo stesso. Ma ci sono gli uomini giusti al posto giusto. E voglia di fare. Come ce l'ha Forte. Ed è proprio lui a guadagnarsi i due rigori: determinante il primo, per trattenuta di Belmonte (serataccia, proprio quando in spogliatoio lo aspettava il contratto da firmare con l'Udinese) e realizzato da Pavoletti. Proprio sull'azione che ha portato all'1-0 sono emersi gli squilibri del Siena, ingigantiti dall'ingenuità di Fabbrini, che perde palla sulla trequarti avversaria a difesa scoperta (e Beretta, infuriato, lo cambia subito nonostante fosse entrato dalla panchina). Il secondo rigore (fallo di Feddal, anche espulso) viene trasformato da Falcone e serve solo ad anticipare il fischio finale. In realtà ce ne sarebbe stato un altro, di penalty, e avrebbe cambiato molto: dopo appena 2' Neto Pereira atterrato da Lamanna, da rigore e rosso. Giusto invece annullare per fuorigioco un gol a Giacomazzi al 15' sempre del primo tempo.

Fonte: La Gazzetta dello Sport