La Gazzetta dello Sport: Giampaolo da lezione

Siamo solo alla seconda giornata, certo, e il colore bianconero delle maglie non è quello della Juve, ma l’importanza di uno scontro salvezza rimane sempre tale a queste latitudini. Cagliari-Siena è importante per lo ‘scudetto’ delle due squadre: conquistare anche quest’anno la permanenza nella massima serie. E’ anche la partita degli ex: Giampaolo, che con Cellino non si è mai preso, Del Grosso e il sardo purosangue Fini, fischiato dai suoi ex tifosi. E il Cagliari di Allegri conferma di non amare le partenze lanciate (5 sconfitte consecutive lo scorso anno) uscendo battuto da tre gol praticamente identici.I due tecnici emergenti cresciuti sotto la chioccia Giovanni Galeone si giocano il match con schemi speculari. Allegri conferma Larrivey, segno che le gerarchie in attacco cominciano a essere definite. Giampaolo non se la sente di lasciare fuori l’autore del gol contro il Milan, Ghezzal, e sacrifica Jarolim. Lo spettacolo del primo tempo non è certo degno del maestro (il 3-4-3 spettacolare di Galeone non abita da queste parti): saranno gll interpreti, sarà il terreno in cattive condizioni, ma il duello non decolla. Il Cagliari è aggressivo e mette in difficoltà il Siena con un pressing asfissiante. I toscani si difendono con una buona organizzazione e poi ripartono affidandosi ai guizzi di Vergassola e Maccarone. I sardi sfondano sempre sul lato di Rossettini: Jeda e Cossu si spostano sul suo lato e se lo bevono sempre, ma l’imprecisione nell’ultimo passaggio disinnesca la vivacità dei rossoblù. In sostanza la prima frazione è dominata dal possesso palla degli uomini di Allegri e da una conclusione di testa pericolosa di Calaiò dopo 5 minuti: di poco fuori.La ripresa è tutta nei due colpi di testa di Calaiò: il primo su un cross di Ghezzal dalla destra, con Lopez e Pisano che se lo dimenticano in piena area. Il suo stacco è preciso nell’angolino alla sinistra di Marchetti. Il secondo è sulle conseguenze di un calcio d’angolo: anche qui lo zampino di Ghezzal, bellissima torsione dell’attaccante napoletano e sardi ko. Soprattutto perchè il raddoppio arriva nel momento migliore dei padroni di casa, rianimati dagli ingressi di Nenè e Matri al posto dei deludenti Cossu e Larrivey.Ma basta un episodio a infiammare di nuovo il match: tiro di Agostini, mani in area (dubbio) e rigore per il Cagliari. Gol di Jeda che spiazza Curci. I sardi ora ci credono, Nenè di testa le prende tutte e Matri fa un gran movimento. E proprio sull’asse tra i nuovi entrati i rossoblu costruiscono un’azione pericolosa: l’intervento in scivolata di un difensore senese salva tutto. Ma al 44′ un altro corner, un’altra ‘testata’: stavolta è Reginaldo. dimenticato da Conti, a battere l’estremo difensore cagliaritano. La partita finisce qui.I toscani tornano a segnare e vincere in trasferta dopo 12 giornate. Non succedeva dall’8 marzo scorso a Catania. Tardivi i cambi di Allegri, che sbaglia decisamente la sua coppia d’attacco. E si dovrà lavorare molto anche sulla concentrazione in fase difensiva.